[509.] «Il Prefetto di Pisa al Ministro dell'Interno. Comunico il seguente Dispaccio del Prefetto di Lucca, con avvertenza che i due contrassegnati nel medesimo dovrebbero dire M. e L., i quali furono qui al Circolo senza frutto. Martini.» — (Documenti, pag. 494.)
[510.] «L'Avv. M. e il P. L. erano stamane in Lucca a far gente per condurla a una dimostrazione in Firenze; mentre di mio ordine il Delegato di Governo li faceva cercare perchè desistessero, sono partiti. So che al Circolo Politico si sono affacciati per pochi momenti, che letta appena la Notificazione del Governo di ieri hanno renunziato all'idea ed al mandato che avevano dal Circolo Popolare di Firenze. Landi.» — (Documenti, pag. 494.)
[511.] «A Roma egli dà sollecita opera a quella unificazione, a cui la non si voleva piegare, e vi narra, che tutti i Toscani ne hanno desiderio, sebbene sappia il contrario; e perora e studia perchè si compia.» — (Lo Stato Romano, vol. III, pag. 276, Ed. Le Monnier.)
[512.] Lord Hamilton, con piena cognizione di cose, scrive al suo Governo nel 27 febbraio. «La Toscana è minacciata da invasione esterna, da guerra civile, e da moti reazionarii nelle Provincie.» — Vedi Raccolta di Documenti citata.
[513.] È impossibile annoverare tutti gli errori commessi per leggerezza o per malvagità nel giudicare gli uomini politici del nostro tempo; per non iscostarci da casa, vediamo in certi libri Benoît Champy, ministro di Francia, accusato di alimentare le sedizioni in Firenze, mentre Benoît Champy ci si mostrò sempre moderatissimo uomo, e più presto inclinato alla Monarchia Costituzionale, che alla demagogia. Quale dovesse essere tra noi, lo fa conoscere il partito che, come rappresentante del Popolo, sostiene nell'Assemblea di Francia: egli appartiene alla destra, e, comunque nipote del Lamennais, parteggia per l'Eliseo, ed ha votato la revisione della Costituzione. — Lord Hamilton Baillie, ministro inglese, è detto intrinseco dei ribelli; e questo diplomatico fu onestissimo tory, amico del Principe e del Principato, aborrente da ogni trambusto, zelante propugnatore della civiltà; di più, percosso da insanabile malattia, la quale non gli permetteva uscire di casa, e talora nè anche ricevere visite. — Lord Palmerston viene designato sempre col mantice in mano per soffiare nel fuoco rivoluzionario d'Italia; ed io, salvo onore, ho da dire, che il nobile Lord assai si rassomiglia allo zio di Francesco Berni, di cui questo bizzarro ingegno cantò:
A Roma andai dipoi, come a Dio piacque,
Pien di molta speranza, e di concetto
Di un certo mio parente cardinale,
Che non mi fece mai nè ben, nè male.
Questa fallacia di giudizii non solo su gli uomini comparisce, ma su le cose ancora. I democratici di Europa si mostrarono parzialissimi alla rivoluzione di Ungheria; ed oggimai è provato che i Magiari non erano repubblicani nè democratici; stirpe fiera, tenace dei privilegii, conservatrice delle preminenze sopra la razza slava, aliena dalle idee e dai costumi stranieri; sprezzante di ogni novità per modo, che spesso pronunzia in guisa di proverbio quel detto: «Mio nonno stesso non intese mai favellare di questa cosa.»