[547.] Documenti, pag. 849. — Questo Documento è riportato per intiero a pag. 474 di questa Apologia.
[548.] «Durante la giornata vennero elevati per tutte le piazze di Firenze i sacri Alberi della Libertà incoronati di fiori, sormontati dalle bandiere tricolori, e dallo antico berretto con cui si saluta ogni aurora di redenzione. — La solenne funzione fu inaugurata dappertutto con allegro scampanío dai campanili di Firenze, con gli spari dei moschetti, col rullo dei tamburi della Guardia Nazionale, col suono di musici strumenti, con lo scoppio di lietissimi evviva.» — (Corriere Livornese, 27 febbraio 1849.)
[549.] Corriere Livornese, 27 febbraio 1849.
[550.] Monitore del 2 marzo 1849.
[551.] Ugo Foscolo, Prose letterarie, vol. II, pag, 316. Ed. Le Monnier.
[552.] Discorso di M. Lamb pronunziato alla Camera dei Comuni d'Inghilterra nel dì 11 marzo 1818, intorno al Bill delle indennità.
[553.] L'Accusa nota argutamente la solenne accoglienza dei Deputati della Costituente Romana. Poichè è forza scendere a siffatte meschinità, si ha da sapere come questi Signori, avvezzi alle romane magnificenze, si erano lagnati pel ricevimento più che modesto del Governo Provvisorio; e già di queste parole gli Esaltati si prevalevano per susurrare, che ciò era segno di disprezzo, e di peggio; allora io dissi: riceviamoli questa altra volta solennemente, cioè con l'assistenza del Municipio, del Generale, e dei Colonnelli della Guardia Nazionale. — Vedi Monitore, 16 marzo 1849.
[554.] «Quest'oggi, verso le ore 3 p. m., è giunto in Pisa, proveniente da Livorno, Ciceruacchio con altri suoi compagni di Roma. È alloggiato alla Locanda Peverada. Il Popolo lo ha festeggiato, ma non in molto numero. Ha parlato di Unificazione con Roma. Domani parte per Lucca.»
«Sono arrivati stamani in Lucca Angiolo Brunetti detto Ciceruacchio, il D. Guerrini, il Tenente Costantini, Vincenzio Longhi, Girolamo Conti, Giuseppe Fabiani, popolani di Roma. Partono in giornata per Pescia e Pistoia; dimani saranno a Firenze per chiedere l'Unificazione. Durante la loro dimora furono festeggiati dal Popolo. Hanno udita in San Michele la Messa celebrata dal Sacerdote Giambastiani, che ha dirette calde parole di amor patrio alla folla ivi accorsa ec.» — (Dispacci telegrafici. Documenti, pag. 506.)
[555.] Costituente Italiana del 17 marzo.