«Considerando che la libertà non consenta mantenere siffatti rimedii neanche un istante quando il pericolo cessi;
«Considerando la piena vittoria della opinione contro gli eccitatori scellerati della Guerra Civile, l'accordo universale di riservare alle Assemblee la sanzione del voto popolare intorno alle forme del nostro Reggimento, ed in fine l'orrore che il generoso Popolo ha da sentire per qualunque attentato parricida contro la Patria in presenza del pericolo di straniera aggressione;
«Considerando che i sospetti e la diffidenza della tirannide repugnino alla maestà del Governo popolare;
«Decreta:
«Art. 1. La Legge Stataria del 22 febbraio 1849 è abrogata, la Commissione eletta con quella Legge disciolta, ec.» — (Monitore, 2 marzo 1849.)
[560.] Il signor Berti Pichat, Preside di Bologna, nel marzo 1849 mosse a Firenze per tentare di ridurre in contante buona somma di carta monetata romana; malgrado la diligenza che vi misero non pochi sensali, e la usura offerta superiore al 30 %, non poterono barattarsi oltre L. fior. 8000 a mediazione del Veneziani, perocchè i Banchieri la rifiutassero con qualsivoglia premio. I nostri Buoni del Tesoro una sola volta, e per ore, scapitarono 7 %; ma il loro corso regolare fu oscillante fra il 3 e il 4 %. Il sig. Berti Pichat, da quel leale uomo che era, dandomi esatto ragguaglio della sua Provincia, mi assicurava, Bologna e le terre dipendenti avverse alla Repubblica poco meno che alla invasione straniera.
[561.] Non furono mai principiate. Lo spoglio delle Liste degli eletti per la Costituente Italiana doveva effettuarsi a Firenze da una Commissione centrale, composta ai termini dello Art. 10 del Decreto del 14 febbraio 1849. Alcuni Gonfalonieri provinciali si recarono a Firenze a questo scopo, ma il Municipio, che per organo del suo Gonfaloniere mi manifestava quale e quanta fosse la repugnanza della universalità dalla Unificazione con Roma repubblicana, protrasse le operazioni della Costituente italiana, me consapevole e consigliere, onde il voto della Costituente toscana procedesse senza ombra di coazione, o di urgenza. Di ciò occorre la prova nel Decreto dell'8 aprile 1849 (Documenti, pag. 885), che l'Accusa riprende come quello «che provvedeva a ultimare le operazioni di squittinio relative alle elezioni dei Deputati alla Costituente Italiana.» Ben poca mente ci voleva a comprendere, che un simile Decreto pubblicato per attutire l'ardore degli improperii dei Repubblicani rimaneva vuoto di effetto, dovendo l'Assemblea Costituente Toscana decidere intorno alle sorti del Paese nel 15 aprile successivo, a norma del Decreto dell'Assemblea del 3 aprile 1849. Tutto sta nello esaminare come sarebbe stato deciso dopo 7 giorni!
[562.] Detto Decreto, pag. 55.
[563.] Dal Rapporto recente fatto dal signor Ducos, intorno alle spese commesse dal Governo Provvisorio di Francia, troviamo che Ledru Rollin spese franchi 123,000 per bucherare l'elezioni in pro della idea repubblicana; e in vero, questo è il contegno di cui intende che prevalga un suo concetto politico. Non un soldo fu speso da me, onde l'elezioni fossero disposte in un senso piuttosto che in un altro: dal quale fatto può dedursi questa conseguenza (dove ve ne fosse mestieri): se liberissime lasciai l'elezioni mentre fui Membro del Governo Provvisorio, tanto più deve credersi che tali procurassi che fossero, Ministro Costituzionale.
[564.] Popolano del 3 e 7 marzo 1849.