«Io non aggiungo parola su questo Articolo, che di per sè stesso è troppo chiaro, e che non ammette nessun'altra possibile interpretazione.
«Io spero, o Cittadini Rappresentanti, che voi vorrete seriamente considerare questa mia protesta che contiene un alto principio di diritto costituzionale, e vorrete considerarla dall'alta sfera in cui la confidenza del Popolo Toscano vi ha posto. Onde esser liberi bisogna esser giusti, diceva un sommo Legislatore, e sulla vostra giustizia io mi riposo tranquillamente.
«Nel pregarvi, Cittadino Presidente, a leggere all'Assemblea questa mia protesta, con tutto il rispetto mi dichiaro
«di Voi, Cittadino Presidente,
«Dev. Servo G. B. Nicolini.»
[573.] Farini, Opera citata, tomo III, pag. 248.
[574.] Conciliatore del 25 marzo 1849.
[575.] Documenti, pag. 509. — Dispaccio telegrafico del Prefetto Martini.
[576.] «È possibile, che sia partita una Commissione composta del cittadino Guerrazzi e dei Ministri d'Inghilterra e di Francia, e di altri due personaggi, per Gaeta a prendere Leopoldo II? Alla quiete del Popolo sarebbe utile uno schiarimento su questa voce, sparsa generalmente a Pisa, a Pistoia, e qui.» — (Dispacci telegrafici. Documenti, pag. 512.)
[577.] «Le voci più stravaganti si spargono qui, trovano credenza nei goffi, e appoggio nei nemici del Governo. In me non mai. Ho già smentita solennemente la ingiuriosa notizia fino all'arrivo del Dispaccio sui Volontarii, venutomi in acconcio con la vostra firma. Compirò l'operazione mediante nuova mentita ai detrattori. Appunto per confonderli, ho fatto la domanda di schiarimento su l'incredibile assurdo. Io mi congratulo davvero, che la Nazione vi abbia scelto a suo moderatore. Mi sdegno delle maligne arti di chi vorrebbe attraversarvi i disegni generosi. Fatemi vostro vendicatore mortificandomi. A questo prezzo sono contento.» — (Dispacci telegrafici. Documenti, pag. 512.)