[739.]

L'avvivai, l'atteggiai, le diedi moto,

Le diedi affetto.....

(Versi sotto il ritratto di Masaccio.)

[740.] Le parole in carattere italico sono testuali del Conte.

[741.] Testimoni. — Pellegrini. «Di parlargli (a Guerrazzi) non ebbi luogo; bensì lo vedevo, perchè passeggiava fumando per le stanze, ed anzi aveva qualche volta attorno a sè una bambina sua nipote, la quale piangeva nel sentire gli schiamazzi di piazza, e le cose che si dicevano contro di lui, ed il Guerrazzi sentivo che la consolava dicendole: «non avesse paura, che non gli facevano nulla.» Alla interrogazione se mi mostrassi turbato, il medesimo testimone risponde: «vidi, che non faceva altro che passeggiare in su e in giù con serietà, e fumando; ma io poi non so qual fosse il suo carattere.» Bernicchi, Armannini, Chiarini, Pellegrini, Mosti, Zucconi, Papadopulo e Ulacco: — ai miei occhi pareva, che fosse com'era sempre, serio, e sostenuto: — lo vedevo passeggiare, ma sempre tranquillo. Il signor Guerrazzi anche lassù nel Forte vedevo stare pensieroso, e passeggiare, ma senza dir nulla. — Era tranquillo, e faceva coraggio a noi. — Noi eravamo sgomenti, ma egli ci dava coraggio, e pareva tranquillo.»

[742.] Orsini. «In cotesta sera mi fece calare per mezzo di un lenzuolo sul tetto, che resta di sotto, ma mi fece subito ritirare su; — peraltro, prima che fossi calato sul tettino, ci si voleva calare egli.» — Pellegrini. «Intenda bene, che il signor Guerrazzi non è che cercasse fuggire, almeno per quello che diceva, ma unicamente per salvarsi dal furore del Popolo, che gli minacciava la morte.» — Orsini, Papadopulo, e Armannini: «Sentii che lo persuadevano a mettersi in salvo dal furore del Popolo, che minacciava sfondare la porta di Palazzo Vecchio» (così almeno davano ad intendere) «ed entrare in casa. Il Guerrazzi ricusava dicendo: «che non aveva fatto male a nessuno, che aveva impedito il più possibile la guerra civile, che aveva governato il meglio che avesse potuto.» Insistendo peraltro, egli disse: «bene, vediamo se ci è modo.» — Chiarini. «Unicamente come misura di precauzione per sottrarlo al furore del Popolo, fu fatto non so da chi scendere il Rossino onde vedere se vi fosse stato luogo a celare il signor Guerrazzi nel caso in cui il Popolo avesse potuto irrompere, — sicchè le pratiche ulteriori furono più lo effetto delle premure di tutti, che sue.»

[743.] Pellegrini. «Una Guardia Nazionale, — venuta circa le ore 2 dopo mezza notte — a portare un biglietto al signor Guerrazzi...»

[744.] Vedi in fondo del libro il Registro dei malati, feriti, e morti dell'armata toscana nella campagna di Lombardia, alla lettera G. — Questo giovanotto, di casa, piuttostochè comoda, doviziosa, mi venne presentato tuttavia infermo dal padre suo mentre sedevo Ministro di S. A. Taluno (ai Ministri di rado mancano lusingatori) m'insinuava procurargli dalla generosità del Granduca la Croce del Merito, al che risposi: «Ai miei parenti sia più bello meritare Croce, che portarla.» E si ebbe come gli altri la comune medaglia.

[745.] Questa è la ragione per cui vedremo in breve nel Mandato della Comune inserita la frase: «imprestito a carico del R. Erario.»