—Marzio….. tu qui?
—Eccellenza!
—Tu qui?
—Agli ordini di vostra Eccellenza.
—Vattene.
Il servo inchinavasi; e partendo faceva un segno a Beatrice, quasi volesse significare: «Ah! perchè mai mi avete impedito?»
Ma Beatrice, durando in lei lo impeto di amore, stringe con forza sovrumana il braccio di don Francesco come per istrascinarlo, ed esclama:
—Vieni, sciagurato vecchio—tu non hai un momento da perdere: la morte ti cuopre con le sue ali. Vieni, la bilancia delle tue colpe precipita giù nello inferno.—Vesti il cilizio—vecchio!—Cuopriti i capelli di cenere….. tu hai peccato abbastanza. La penitenza è un battesimo ardente; ma il fuoco purifica più, e meglio dell'acqua. Se la tua prece non giungesse ad inalzarsi fino al trono di Dio, e minacciasse ricaderti sul capo in grandine di maledizione; io ti starò al fianco, e aggiungerò la mia, e saranno ascoltate insieme; ambedue accolte, o ambedue rejette. Che se ad ogni modo la giustizia vuole vittime di espiazione….. ecco, io volentieri offro la mia vita in riscatto dell'anima tua:—ma affrettati, vecchio… l'orlo della fossa è sdrucciolevole…. vecchio, pensa che te ne va della tua eterna salute….
Don Francesco stavasi ad ascoltarla sorridendo. Quando ella ebbe finito, con voce beffarda le rispose:
—Bene sta, mia diletta Beatrice;—tu sola puoi educarmi alle gioie celesti del paradiso… Verrò a trovarti stanotte…. e pregheremo insieme….