—Pentirsi! Si sono mai veduti lupi a confessione? Io ve l'ho detto; egli vivrà, e voi morrete.

—Che importa? Non aveva forse io tentato morire? Quanto è grande dolore tornare a vivere! Marzio… mio fedele,—io non ho più lena… io vorrei dissetarmi nella morte. Hai tu mai sentito raccontare dei nostri antichi, i quali si tenevano attorno qualche amico o servo sviscerato, onde se la necessità imponesse uscire da questo mondo, con pietosa ferita gli uccidessero? Marzio,—io non chiedo tanto da te… portami solo un sugo di erba che abbia virtù di chiudere gli occhi ad una pace, che non ho mai goduto in vita.

—No, per l'anima santa di Anna Riparella; se io basto, vivrete. Sciagurata fanciulla! non vi lasciate cogliere dalla disperazione. In breve tornerò da voi; adesso mi è forza andare dal vostro orribile genitore… s'egli si svegliasse e noi sorprendesse, non vi sarebbe più luogo a scampo.—E si allontanava piangente, tanta pietà lo vinse vedendo il misero stato in cui si trovava ridotta Beatrice.—Tutto assorto in cotesto pensiero stava per uscire dai sotterranei, quando gli risovvenne del lamento udito nella notte decorsa; rifece prestamente i passi, ma non udì più nulla: allora prese a percuotere lieve lieve gli usci che gli si paravano davanti, ed ecco ad un tratto ricominciare il pianto più doloroso che mai.

—Ahimè! Muoio di fame—muoio di sete; così non aveva da essere… impiccato a suo tempo, andava bene; io ci aveva fatto il mio assegnamento sopra… ma confessato, e comunicato;—col cappuccino accanto… ogni cosa secondo le regole…

—Chi sei? Rispondi, e fa' presto…

—Eccellenza, oh! non lo sapete chi sono io? Apritemi, per carità, che io mi sento voglia di mangiarmi le mani…

—Rispondi breve, ti dico, o che io ti lascio.

—Sono un uomo che ha conto aperto con la giustizia; ma in verità per bazzecole… nel rimanente bandito onorato, e soprattutto fedele: mi chiamo Olimpio. Qui mi ha chiuso il Conte Cènci; da due giorni, credo, perchè qui non vedo quando sorge, nè quando tramonta il sole; promise tornare, e lo aspetto ancora. Deh! se tu sei cristiano battezzato dammi un po' d'acqua… un po' di pane… un po' di lume… in carità.

—Orribile! Far morire un cristiano di fame, e senza sacramenti! L'anima di cotesto scellerato è come l'inferno, di cui non si trova mai il fondo. Olimpio, per ora non posso aiutarti: abbi pazienza, presto tornerò per te; adesso mi manca la chiave.

—E voi chi siete?