—Di voi non sono signora, di me sì.

—Nè io ve lo contrasto…

—Guardate, chè io mi dispongo ad avvertire il Conte ond'egli stia su lo avvisato.

—Avvertitelo. Non sarò io la volpe, che insidia la gallina:—prima di rovinargli addosso io ruggirò, perchè senta che il leone si accosta.

—Ma s'egli uccidesse voi?

—Ho sentito raccontare che, anticamente, nei giudizii di Dio era tratta una bara sola; uno dei due combattenti la doveva empire. Se la Provvidenza giudica delle cose umane, vi pare che debba essere io quegli che la riempirà?—Poche più ore mi avanzano a starmi qui in casa vostra:—avete nulla a raccomandarmi, signora Beatrice? Io per me niente sono; una moneta di rame; pure, se data di buon cuore al poverello, frutta una di quelle preghiere che fanno proprio diritta la via del paradiso.

—E notate ancora, che io vi attraverserò con ogni mia possa.

—Voi?

—Anche la formica salvò il colombo pungendo il piede allo arciere.—Ed ora che vi ho detto tutto questo, non vi sentite sdegnato meco, Marzio?

—Niente affatto. Non ve lo espressi pur dianzi? Ogni uomo è forza che fili la stoppa che gli pose in mano il destino. Forse, chi sa? Dove io vi avessi trovato diversa da quello che siete, vi avrei tenuta di maggior senno, ma vi avrei amata meno.