—Davvero? E come?
—Eccellenza ve lo dirò un'altra volta, perchè stando qui in Roma mi sembra camminare sopra la zolfatara… mi si bruciano le scarpe.
———
—Marzio, accompagnate coteste Reverenze. Padri, io mi raccomando alle vostre orazioni.
—La pace sia con voi.
—Amen.
Marzio accompagnò cotesti frati di cui lo strano aspetto era tale, da fare rabbrividire Cristo comunque crocifisso: tentò ficcare gli occhi sotto al costoro cappuccio, ma non gli venne fatto di bene ravvisarli: mentre stavano per uscire, uno di loro, voltandosi per salutare col solito ritornello la pace sia con voi, lasciò cadere un largo coltello; il quale raccolto prestamente da Marzio, fu con gesto umile presentato al frate dabbene.
—Reverendo Padre, vedete che vi è caduta la corona.
—Figlio mio, il Signore non vieta difendere la nostra vita dalle aggressioni degli scellerati; anche i santi lo hanno fatto.
—Sicuro!… Perchè per diventare santi non importa mica essere anche martiri. All'opposto, Padre, invece di scandalizzarmi, voi mi avete edificato per modo, che io supplico devotamente la vostra Reverenza a volere ascoltare la confessione di certo peccato, che mi pesa su l'anima.