—No, manda pei muli dei carbonari…

—Farò come vi piace, Eccellenza; anche i muli portano a casa.

Il ragazzo bruno di carne, con occhi fissi di falco stavasene appollaiato sopra una catasta di legna, contento come su di un cuscino di velluto. Nel sembiante mostrava tale idiotaggine, da mettere ribrezzo in chiunque avesse avuto bisogno di alcun servizio da lui. Il Conte sdegnoso, guardandolo di traverso, gli diceva:

—Non hai inteso? A questa ora dovresti essere lontano un miglio.

—Non vi date fastidio, Eccellenza, chè sarebbe fiato perso. La povera creatura non vi può intendere; gli è sordo-mutolo di nascita, ma con quattro ammicchi vi sbrigo.

Il Conte, dubitando essere tolto a scherno, stava per dare tale un suo ricordo alla trista all'oste traditore, che se ne sarebbe rammentato per tutto il tempo della vita; ma questi incominciò ad armeggiare con le mani tanto, che parve avere fatto capire il ragazzo: se non che il sordo-muto sbadigliava stendendo le braccia, e con altri moti dimostrava repugnanza a partire. Allora l'oste, a guisa di perorazione, aggiunse al suo discorso un prenderlo per l'orecchio destro, e un trarlo giù dalla catasta dandogli al punto stesso un calcio solennissimo, che lo mandò a rotolare contro la porta. Da tutto questo il ragazzo potè comprendere, che si trattava di affare di premura.

Messi i cavalli in istalla scaricano le carra apparecchiando fardelli, e funi per adattarli a soma sui muli. Le donne e Bernardino furono fatti salire in una stanza al primo piano, e lì chiusi. Il Conte aggirandosi sospettoso, da per tutto spiava.

Il ragazzo corse buon tratto su per una viuzza: quivi si fermò, e voltatosi dalla parte della osteria stese la destra col pugno; chiuso in atto di minaccia, come costumano le scimmie quando le piglia il dispetto: poi spiccò un salto, e via, a modo di capriolo, per la costa del monte Santo Elia, che dalla Ferrata mena a Rio Freddo.

La salita, malagevole dapprima, incominciò a diventare aspra, e finalmente dirotta. Il ragazzo non aveva rimesso punto dello ardore, e balzando di greppo in greppo sembrava piuttosto volare che correre. Lasciamolo andare, ch'egli conosce la strada, e non si smarrirà di certo.

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