Guido arrivato alla osteria della Ferrata ordinò gli sellassero subito il cavallo; la qual cosa essendo stata fatta secondo il suo desiderio, l'oste, che lo aveva osservato sottecchi con quei suoi occhi maligni, nel reggergli la staffa gli favellò:

—Oe, gentiluomo! Ieri l'altro mi diceste che andavate su alla Rocca Ribalda per farvi la villeggiatura del Settembre: o che vi siete mangiato in due desinari un mese intero? Misericordia! Questo è appetito!

—L'uomo propone, Dio dispone.

—Direi piuttosto, che siate andato a recitare qualche tragedia: avete fatto la vostra parte, ed ora tornate a casa.

~~Che intendete significare con queste parole?

—Nulla; se non che avete la manica del giustacore
insanguinata…

Guido guardò atterrito la manica, e conobbe che l'oste diceva la verità; onde rivoltosi a lui, con mal piglio gli disse:

—Sareste voi il bargello di campagna?

—Mi maraviglio dei fatti vostri, gentiluomo. Io sono compare di un certo Marzio, che immagino voi dobbiate conoscere un poco; e faccio come da padre a questi poveri figliuoli del bosco: sono nemico naturale della miseria, ma onorato. Tutto questo ho voluto avvertirvi perchè, al bisogno, facciate caso dell'oste della Ferrata.

Guido entrò da capo nella osteria, e quivi troppo più tempo si trattenne di quello che fosse necessario a lavare il giustacore. Nel separarsi dall'oste egli gli strinse familiarmente la mano, e gli sorrise come se fosse stato suo domestico antico. Strane amicizie fa contrarre il delitto!