—Bisognerebbe!—riprendeva il biscazziere,—o che sono tuoi banchieri i Conti Cènci, Olimpio?

—Fa conto, che lo sieno…

—Ho capito, soggiunse il biscazziere, avresti forse mandato a dormire qualche nemico di casa?…

—Per questi lavori non si danno pensioni; chè anche qui, come costà, io mi figuro che i guastamestieri abbiano sciupato ogni cosa…

—O dunque?

—Egli è peggio… ma peggio di così… il segreto è qui dentro… e perchè il coperchio stia chiuso bisogna metterci sopra un tappo di argento…

—Sì?… E questo segreto tu me lo puoi confidare…

—Io so… chi ha ammazzato il Conte Cènci…

—Oh!—esclamarono a coro i giuocatori vedendo comparire in questo punto improvviso fra mezzo a loro un uomo di maniere cortesi avviluppato dentro magnifico mantello di scarlatto trinato di oro—ben venga don Marzio; egli si fa dei nostri…

Maravigliò non poco Marzio sentendosi chiamare a nome; e girando intorno gli occhi li fissò sopra Olimpio, che, torta appena la faccia, si volse nella prima posizione senza guardarlo, e brontolando di stizza.