—Mantenmi la promessa, e confessa…
—Come! così presto? Dov'è il prete?
—Non si tratta qui della confessione sacramentale; questa farai più tardi, amor mio; si tratta della processale: ora il lampo, poi il tuono; un poco di rumore in appresso, e finalmente tutto finisce… sai?
—E che cosa ho io da confessare?
—O bella! Quello che dianzi ti ho letto, dilettissimo mio; vuoi che io te lo rilegga?
—Oh! no: sta bene, io merito la morte.
—Dunque confessa, via, e ratifica in tutte e singole le sue parti l'atto di accusa.
—Sì, come volete, purchè mi tolghiate presto di vita.
—Provati un poco, cuor mio, se ti riuscisse firmare il foglio: e voi altri fanulloni porgetemi una penna,… e che sia nuova, e ben temperata… tuffatela per bene nel calamaro… Prendi, Sposito, e se in vita non hai avuto buona indole, mostra almeno in morte un bel carattere. Signor Collaterale notate, di grazia, l'agudezza; se la risapesse il Duca, ch'è vago di bei motti, se ne andrebbe in visibilio.—Adagio… così… a modo… con tre dita… carino mio…
Ma le dita di Marzio, dolorosamente inerti, lasciavano andare la penna; ond'egli sbadigliando mormorava: