—Basta, ordinò severamente il Moscati; io regolo il processo: la seduta è chiusa;—e mosse per uscire.

Il notaro Grifo, vinto dal costume, si trattenne alquanto per nettare le penne; e ripostele frettoloso in bell'ordine, corse dietro ai giudici dicendo:

—Adesso terminerò raccontarvi, com'io acquistassi la tabacchiera del signor Duca di Guisa…

Beatrice, bianca come un lenzuolo da morto, tentennò per cadere; le labbra le diventarono pagonazze, e gli occhi suoi tremolarono smarriti; indi a breve scosse il capo, e lo rialzò a guisa di albero piegato dal remolino che passa; poi animosa andò incontro al cadavere di Marzio, gli stette davanti, lo guardò fisso, e favellò:

—Sciagurato! Tu non hai potuto salvarmi; ma ti perdono, e supplico Dio che ti perdoni. Tu hai peccato molto; ma hai amato, e patito anche molto. Tu non vivesti alla virtù, ma sei perito per la verità. Io t'invidio… chè la mia vita è tale, da portare invidia ai morti[10]. Adesso non posso dimostrarti l'amor mio (e sì dicendo stese lo indice e il pollice, li soprappose ai cigli del morto e gli chiuse gli occhi, ch'egli teneva sempre aperti in molto terribile maniera; poi trasse un pannolino e gli asciugò le labbra dalla bava sanguigna) in altro modo, che rendendoti questo ultimo ufficio, e te lo rendo di cuore.—Ciò detto si volse ai custodi, e con fermo sembiante riprese: ora torniamo al carcere.

Ma il fitto ribrezzo delle carni palesava la tremenda commozione dell'anima sua: le gambe le tremavano sotto, e ad ogni passo incespava per cadere. Mastro Alessandro trattosi il berretto di capo, e tenendosi lontano con doverosa distanza, così le favellò:

—Signora, io so che non mi potete toccare; così a Dio piaccia, che io non tocchi mai voi: voi avete bisogno di qualcheduno che vi sostenga; se me lo concedete io chiamerò tale, su cui vi appoggerete senza paura: di mala pianta nacque, e in carcere; e non pertanto è fiore, che può presentarsi alla Madonna… è mia figliuola.

E con un fischio prolungato chiamò: indi a breve fu vista comparire una fanciulla bella sì, ma bianca, bianca come voto di cera. Poveretta! ella sapeva essere nata alla sventura.

—Virginia, le disse il padre, da' braccio a questa Signora… è disgraziata quanto te.[11]

Beatrice fissata la fanciulla in volto, si sentì bene disposta verso di quella: quando poi intese che si chiamava come la madre sua. le sorrise mesta, e le si appoggiò sul braccio incamminandosi al carcere.