—Signor Avvocato, rispose il Cardinale aggrottando le sopracciglia, ch'è quello che domandate voi? Cotesti scellerati vi par egli che meritino l'onore della vostra difesa? La enormità del delitto gliela vieta; e sarebbe inaudito concederla, ora che il processo è compito.
—Eminenza, la difesa è di diritto divino. Il Signore la concesse a
Caino, e nessuno, io penso, lo sapeva colpevole meglio di lui.
—È vero; ma la prudenza umana oggimai ha stabilito doversi escludere da tanto benefizio i casi atroci; e il parricidio parmi che tra questi si deva considerare come principalissimo. Ditemi, signor Avvocato, i truci figli concessero al padre loro tempo per le difese? Anzi, e questo è troppo più enorme, gli dettero tanto di tempo ch'egli potesse riconciliarsi con Dio, e salvare l'anima sua?
—Questo io non vo' negare, Eminenza; ma mi sia permesso farvi notare reverentemente, come appunto, trattandosi di caso eccettuato, non si proceda con le regole comuni, e tutto sia rimesso alla discrezione del giudice.
—Certo, ma in ciò che spetta alla esasperazione del rigore; conciossiachè se fosse diversamente (e questo non può sfuggire alla solenne sagacia vostra) il benefizio crescerebbe in proporzione della gravità del delitto. Vi parrebbe ella logica questa?
—E tuttavolta nel mondo governa qualche cosa più potente della logica, ed è la convenienza. Io non ricorderò, Eminentissimo, per quanti favori mi chiami legato alla sacra persona di Sua Santità ed alla vostra, nè con quanto zelo io abbia studiato sempre, e studii promuovere, secondo le mie deboli forze, la esaltazione della vostra casa nobilissima: in ciò io adempio un dovere di gratitudine, e basta. Queste cose poi mi piacque toccare brevemente, onde la Eminenza vostra si persuada, che se potrà trovare di leggieri un consiglio più autorevole del mio, non potrà con altrettanta agevolezza trovarne un altro del pari devoto. Or dunque io vo' che sappiate, Eminenza, correre da parecchi giorni qui in Roma una voce, e crescere quotidianamente, la quale dice impossibile cosa essere che Bernardino, giovanetto dodicenne e d'indole mansueta, al parricidio partecipasse; molto meno la fanciulla (e questo non era vero, anzi era vero il contrario) a cui procacciano compassione la fama della sua bellezza, che dicono possedere portentosa, e del valore col quale sostenne i più rigidi esperimenti della giustizia. La calunnia sussurra sommessa di orecchio in orecchio volersi tutti i Cènci avviluppati in una medesima accusa, e per conseguenza nella medesima condanna, perchè s'insidiano gli averi di cotesta cospicua famiglia: ancora fra i nobili reca amarezza inestimabile vedere minacciata di completa distruzione una inclita prosapia, che affermano derivata dai vetustissimi Romani. Adesso io credo, e meco, Eminenza, hanno creduto molti, che per torre via ogni pretesto alla maldicenza importi largheggiare in concessioni di difese, di consigli, di tutti, insomma, i sussidii forensi agl'imputati. E di vero, udite un po' che cosa si attenti vociare la calunnia. Ella vocia: o come volete voi che possa schermirsi da volpi vecchie del foro un bambino? Come una giovanetta inesperta? Atterriti da minacce, circondati da seduzioni…
Il cardinale Cinzio sentiva a quel dire gonfiarglisi il cuore; ma fino a quel punto, uso com'era a dominare gl'impeti del suo carattere, ed a dissimulare, veniva assentendo piacevole in vista allo Avvocato, ed anche talora gli sorrideva: inoltre la timidità, che rende i sacerdoti spietati, gli fa eziandio irresoluti; onde chiunque sappia valersi con accorgimento di questo loro vizio, può contare di riuscire almeno per tutto il tempo che la paura dura. Qui poi non potè reggersi da esclamare con ira male repressa:
—E come ardite voi sospettare questi orrori?
—Eh! non sono io, Eminenza, che sospetto; ella è la calunnia, la quale non si arresta qui; ma va aggiungendo, che le confessioni spremute dal torchio di torture atrocissime non si devono attendere; e ch'era più breve farli tutti sparire, notte tempo, per entro ad un trabocchetto.
Il Cardinale, per contenersi, masticava della carta; sennonchè sopra gli angoli estremi della bocca, comparivano alcune bolle bianche di bava maligna. Il Farinaccio, che astutissimo uomo era, conoscendo avere percosso il colpo più forte, pensò adesso a blandire il porporato. In simile intento, aggiungeva: