—A me, Beatissimo Padre.
—Il cardinale San Giorgio manterrà quanto ha promesso. Andate in pace.
La voce del pontefice per essere velata non suonava meno minacciosa, come tuono, che per venire di lontano non cessa di annunziare la tempesta; per la quale considerazione l'Altieri, dubbioso di essersi pregiudicato nella estimativa di lui, appena i suoi colleghi ebbero varcato la soglia della porta, che, tornato addietro, si gettò di nuovo in ginocchioni davanti al papa, e gli disse:
—Beatissimo Padre, degnate aver mente che essendo ascritto ancora io al collegio degli avvocati dei poveri, non poteva in veruna maniera negare il ministero della difesa a chiunque me ne avesse richiesto.
Ma il Papa, simulatore e dissimulatore solennissimo, avendo ormai recuperato intera la sua impassibilità, rispose mansueto, e soave:
—Noi non ci siamo maravigliati di voi, ma degli altri;—però, ripensandovi sopra, ho conosciuto come sieno anch'essi uomini valorosi, e zelatori del nobile loro ministero.
Quando l'Altieri raggiunse i suoi colleghi gli trovò stretti alla vita del cardinal Passero, che avevano incontrato per via, ed abbordandolo senza cerimonie gli dicevano: tornare da conferire con Sua Santità; avere ricavato da segni non dubbii la sua ottima mente; volere che Sua Eminenza, se aveva dato parola, che la mantenesse. Andasse egli pertanto, il benefizio compisse; eglino starebbero in anticamera ad aspettare lo esito del colloquio.
—Non sembra che voi pecchiate di troppa confidenza? notò il Cardinale al Farinaccio ghignandogli d'un suo sorriso alla trista.
—More romano, Eminenza, more romano. Gli antichi nostri chiamarono il pegno da pugno, non si reputando sicuri se non tenevano la guarentia nelle mani; e nè manco fidavansi a citazioni, bensì strascinavano il testimonio in giudizio per le orecchia.
Il Cardinale aggrinzò vie più le gote, e stese le labbra; ed inchinata alquanto la persona, entrò nella stanza del papa. Colà rimase quanto gli parve persuadergli la decenza, e poi ne uscì fingendo allegrezza grandissima per avere, in virtù delle umili sue supplicazioni, ottenuto dal sommo gerarca facoltà che la promessa data da lui si osservasse, e la proroga di giorni venticinque, affinchè i signori avvocati con tutto comodo alle difese si apparecchiassero.