—Santità, rispose il De Angelis levando supplichevoli le mani, noi non ci alzeremo dai vostri beatissimi piedi se prima non ci venga confermata la grazia, già promessa dallo Eminentissimo di San Giorgio, di potere difendere la causa di quei meschini dei Cènci.

Clemente VIII violentato, per così dire, contro ogni sua previsione, dissimulava la collera che gli bolliva nelle viscere: solo, con voce anche più velata, favellò:

—Dunque noi serbava la Provvidenza a contemplare come in Roma non pure trovinsi scellerati che ammazzino il proprio padre, ma avvocati altresì, i quali non rifuggano dalla difesa dei parricidi?

Il De Angelis sbigottito lasciò cadersi giù le braccia, non osando riaprire la bocca. Lo Altieri, cui parvero, come veramente erano, strane le parole del papa, stava per dargli convenevole risposta; quando lo prevenne il Farinaccio, che ardito e franco così incominciò a dire:

—Beatissimo Padre, è nuovo udire da cui fu orgoglio e lume della curia Romana salutati i difensori come campioni del delitto. Noi non venimmo qui per difendere parricidi, ma ci siamo venuti per supplicare il mantenimento di una promessa, ch'è sacra; però che noi confidiamo potere, mercè la difesa, dimostrare come taluno degli accusati sia innocenti, tale altro scusabile; tutti poi meritevoli della commiserazione di vostra santità. Voi, Beatissimo Padre, li reputate colpevoli, e noi c'inchiniamo davanti la vostra convinzione; noi li teniamo innocenti, e chiediamo, come di diritto, sia rispettata la nostra;—conciossiachè la voce della coscienza ci venga da Dio, e nelle bilance dell'Eterno pesino tutte ugualmente le coscienze degli uomini.

Il Farinaccio pronunziava coteste parole con modo solenne; sicchè, comunque genuflesso col corpo, per virtù dell'anima pareva che, seduto egli nella cattedra dello Apostolo di Cristo, ragionasse col papa umiliato per terra. Il Papa rimase percosso; nè gli sovvenendo in quel punto altro partito alla mente, quasi per acquistar tempo, rispose:

—Alzatevi!—Poi, levati gli occhi sospettosi sul Farinaccio lo fissò uno istante, e gli domandò:

—E voi siete il signore avvocato Prespero Farinaccio?

—Sono Prospero Farinaccio, indegnissimo figlio e suddito di vostra santità.

—E sua eminenza il cardinale San Giorgio ha veramente promesso a voi la grazia della difesa dei Cènci?