Come uccelli non ancora pennuti, levata appena l'ala l'abbassono affaticati, così costoro alzano appena gli occhi per declinarli subito al pavimento. Ella, Beatrice, fuggendo, e cercando lo sguardo di Guido, avviene alfine che posi i suoi occhi sopra i mestissimi occhi di lui. L'anima trabocca tutta dalle loro pupille: dalle loro labbra, strette come il cuore, non muove nè anche un sospiro. La bocca di Beatrice non parlerà; assai hanno favellato i suoi occhi; però che lo spirito dello amore passandole davanti come quello di Dio, le abbia detto: «E tu presso di lui accusasti tuo padre; e tu nel petto gli rovesciasti una furia implacabile; s'egli ti amava meno non sarebbe diventato omicida: egli ti fece palese amarti di amore supremo allorquando recise a un punto la vita altrui, e la propria speranza; Guido ti amò piuttosto santa, che sua».—E lo spirito dello amore balenò dai suoi occhi amore e perdono.—Guido… fate di ricordarvi le teste di San Francesco che riceve le stimate, dipinte da Andrea del Sarto, dal Ghirlandaio, e dagli altri gloriosi maestri dell'arte,—tale Guido inebbriato di passione adorava. Beatrice, cedendo allo impeto che la strascina, muove per abbracciarlo; poi si trattiene vereconda, e piange, e al suo pianto gli altri piangevano.

I suoi labbri, rinfrescati da cotesta rugiada di lacrime, forse si sarebbero aperti ad una voce, quando il frate, che presso loro spiava i dubbiosi desiri, mettendo la sua in mezzo alle loro teste, ed adombrandole in parte con la barba canuta che gli pendeva in copia giù dal mento, con voce sommessa così favellò:

—Silenzio! Una parola uscita dai vostri labbri sarebbe morte a qualche altro di voi, e vituperio a me. Voi siete congiunti in matrimonio. Quello che Dio lega lassù, l'uomo può separare, non sciogliere. Ora basti, figliuoli…

E con fermo braccio gli separava. Mansueta Beatrice, di leggieri acconsente alla preghiera; ma Guido, iroso, respinge il frate; onde questi con dolce rimprovero così lo raumilia:

—Dunque tu vuoi spargere la vergogna sopra i miei capelli canuti perchè ti fui pietoso?

Guido piegò la testa, e baciò la manetta di ferro che serrava il polso destro di Beatrice; vide l'anello di oro ch'egli le aveva mandato per mezzo del Farinaccio, e sospirò una parola, che Beatrice o non intese, o non curò. Il frate intanto acconcia il cappuccio sul capo a Guido, e ricingendolo col braccio a mezza vita lo trae verso la porta. Il frate disse ai sospettosi custodi che il suo compagno, estenuato dalle vigilie, non aveva potuto reggere al desolante spettacolo, e lo commise alla carità dei fratelli della Misericordia; i quali accoltolo con ogni maniera di benevolenza, lo scortarono fuori della prigione. Egli scendendo le scale tortuose bagnava ogni scalino di lacrime.

Beatrice, come impietrita, stava fissa sopra la porta donde era scomparso Guido; le pareva sognare; senonchè le catene, scosse di tratto in tratto, la rendevano avvertita ch'ella vegliava pur troppo. Involontaria guardò la manetta baciata da Guido, e vide le sue lacrime decomporre, a modo d'iride, la luce della lampada che in quelle si rifletteva; parevano gemme, e tali sembrarono anche a lei, dacchè sospirando esclamasse:

—Ecco le gioie nuziali, che mi ha donato il mio sposo.

Quando Padre Angelico tornò nel carcere, ella tutta carezzevole lo interrogò:

—Ed ora dove è andato?