—Beatrice non vi comprendo; per me queste le sono cose troppo astruse.

—Ve le renderà più piane uno sguardo che gittiate sopra di voi; vedete un po' come senza porvi mente vi siate abbigliata?

—O gran Madre delle misericordie, esclamò donna Lucrezia spaventata, vedendosi in cotesto arnese;—si direbbe che ho perduto la testa!

Beatrice notò le ingenue parole, e quasi sorrise; ma subito dopo contegnosa soggiunse:

—E poi mostrarci così, sarebbe per la parte nostra una jattanza a sfidare la morte, la quale è lontana dai nostri cuori. Noi la subiamo con rassegnazione poichè Dio ce la manda; non è vero, madre mia?

—Voi parlate da quella savia, e costumata fanciulla ch'io vi ho sempre conosciuta.

—Orsù dunque, Virginia, proseguì Beatrice: tu fa di provvederci una stoffa qualunque, che basti a formare due cappe; una per me, e l'altra per la signora madre: due funi, e due veli… Virginia, o che non mi rispondi?

Virginia si sentiva un peso sul petto, che non le dava balìa di formare parola; a singulti, dopo molto spazio di tempo, favellò:

—Ho un taglio di tela bambagina di colore scuro, ed un altro di taffettà pavonazzo, che mi comperò mio padre alla fiera di Viterbo;—ma non me ne feci mai vestiti… perchè il meglio per me è non essere osservata… nè conosciuta… se li volete?…

—Certamente; e ti darò da comperarne altri meno lugubri, dacchè una fanciulla da pari tuo non ha da usare colori foschi, nè neri;—lo vedi, io, quando vissi, li costumava verdi… E per le funi come si fa?