—Sorelle! della carità vostra vi renda Dio quel rimerito, che per me non si può. Io vi lasciai la mia dota, ma ciò non vale il pregio che mi diciate grazie; perchè, vedete, alle nozze a cui vado, lo Sposo si contenta di un cuore contrito ed umiliato. Io vorrei lasciarvi gli anni che avrei dovuto vivere, per aggiuntarli ai vostri; e meglio le contentezze che avrei dovuto godere. Sia per voi lo amore fonte di gioie, come a me lo fu pur troppo di affanni senza fine amari! Voi diventerete madri: amate i vostri figli, e questi sieno la corona della vostra vita. Raccomandovi la mia memoria: serbatela cara; e quando taluno vi domanderà di me, ditegli con fronte secura: Beatrice Cènci morì innocente… innocente per quello onnipotente Dio, al cospetto del quale sto per comparire; non immune certo dal peccato, perchè davanti al Signore chi senza colpa? Ma del delitto pel quale vengo sospinta a morte, innocentissima. Giudici mi condannarono. Storici scriveranno del misfatto appostomi come di cosa dubbia; ma vostra mercè si manterrà incancellabile nella mente del popolo il ricordo della mia innocenza. Quando la ingiustizia avrà consumato il suo regno, ch'è breve, la pietà eterna forbirà la nota d'ignominia stesa sopra il mio nome, ed io sarò il sospiro di quante vivranno in questa terra vergini belle, ed infelici. Addio.

Il sogno di Giacobbe adesso si rinnuova agli occhi del popolo romano. Un angiolo ascende su per una scala al paradiso. Ai più lontani apparisce il suo capo velato, poi le spalle, poi i fianchi; adesso è sorta tutta in piedi sul palco.

—Tu hai promesso toccarmi soltanto col ferro, parla al carnefice; tu almeno mantieni la fede, e m'insegna quello che io mi debba fare.

Ed egli glielo disse.

Bernardino teneva sempre il volto turato col tabarro rosso: ella gli si accostò cauta e leggiera, e depose sopra i suoi capelli un bacio a fior di labbra. Un tremito corse per le ossa al garzoncello, che, remosso alquanto il tabarro, guardò, e vide la bellissima faccia della cara innocente.

E svenne per la terza volta.

Beatrice agile cavalca la panca, e si distende prona sopra la tavola. Il molle di cotesto atto, che Amore illeggiadrì con le grazie pudiche, percosse anche la mente del carnefice, il quale pensando alia figlia, esita a disfare quell'amabile forma; ond'essa, accortasi di alcuna dimora, comandò:

—Ferisci.

E il braccio scese. Tutti chiusero gli occhi; e l'aere battuto eccheggiò di un solo, lacerante, e lunghissimo grido.

Il capo spiccato non agitò fibra: vi rimase fisso il sorriso col quale moriva, lusingata dalle visioni di una vita migliore; all'opposto il corpo si ritirò meglio di quattro dita, e si dibattè tremendamente convulso; poi tacque.