Il carnefice stende la mano mal ferma a quel capo, per darlo in mostra al popolo; ma Padre Angelico ed i Confortatori lo trattennero: uno di loro vi pose sopra una corona di rose, e dopo averlo avviluppato dentro il velo bianco, gridò alla gente:

—Questo è il capo di Beatrice Cènci vergine romana!

Guido poichè ebbe adoperati tutti gli argomenti per vincere lo spaventato cavallo, ricorse all'estremo partito. Abbandona le redini, e, prosteso giù lungo il collo, con ambe le mani gli tura le narici fumanti. Il polledro, impedito nella respirazione, si ferma; egli lo stazzona alquanto, poi di un subito datogli un tratto con la briglia a sinistra, ed una spronata a destra, lo avvolge, lo avvibra per la strada percorsa, e tempestando ritorna sopra la piazza del castello.

Egli vi giunge allorchè il confortatore, sollevato il capo di Beatrice, gridava: «Questo è il capo di Beatrice Cènci vergine romana!»

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I fratelli della Misericordia quando ebbero composto anco quel corpo dentro il cataletto, lo portarono a San Gelso. Quivi toltale la corona dal capo, gliela cinsero intorno al collo. Il taglio, che separava il capo dal busto, era nascosto da quel serto di rose fresche e odorose colte sul mattino: qualcheduna appariva più rossa che per ordinario le rose non paiono;—era intinta di sangue.

I fratelli, rifiniti di ambascia, presero un poco di riposo.

Il palco è forbito; gli ordigni di nuovo apparecchiati. La bocca del sepolcro non dice mai: basta. Il patibolo aspetta la terza vittima.

Dovrà la mia storia funestare le sue ultime pagine col racconto di un supplizio, che vince in orrore ogni più truce immaginazione? Lo racconterò; però che scempii siffatti durino tuttavia in parecchie parti di Europa, che pur si vantano civili; e non corrono molti anni che gli udimmo praticati. Certo chi gli subì colpevole era; ma la morte del reo dovrebbe bastare alla vendetta della legge, o allo esempio degli uomini. Che Dio vi danni, anche i supplizii hanno a pompeggiare di lusso? La immanità, che passa il fine della pena, giova a suscitare in benefizio dello scellerato la misericordia che dovrebbe riserbarsi unicamente pel misero.

I fratelli della Misericordia, rinfrancata alquanto la lena, muovono per prendere don Giacomo. Lacero, grondante sangue, trafitto di piaghe e di spasimi, che noi non possiamo immaginare, non che descrivere, oh! questo sì che desiderava la morte, come il cervo assetato la fonte delle acque. Egli andò con passi veloci coperto della cappa e del cappello della Misericordia; salì presto la scala funesta; cappa e cappello gli tolsero, ed ei rimase nudo fino alla cintura, mostrando le turpissime piaghe. A cui lo vide non parve natural cosa ch'egli conservasse in quello stato la vita, ma i sensi altresì e la favella. Si approssima a Bernardino, il quale tornato in se forte batteva i denti, e gli occhi fissava, immemori di quello che vedevano. Certo il fanciullo somministrava materia di pianto infinito, ma le lacrime erano esauste nella fronte di Giacomo; le aveva ormai versate tutte: adesso non gli rimane a versare altro che sangue,—e di questo anche poco. Egli pose la mano sul capo al fratello, e, voltata la faccia verso Banchi, a voce alta esclamò: