—Ebbene; ponete tutto a debito dell'anima mia. Tanto io ho conto lungo col paradiso…—Ah! li prenderò…
L'angiolo dell'Accusa portò questo peccato alla cancelleria del cielo e lo registrò nel libro maestro delle colpe umane, senza che l'angiolo della Misericordia vi lasciasse cader sopra una lacrima, e ve lo cancellasse per sempre come sul pietoso giuramento dello zio Tobia.
—Ecco il danaro; promettete dunque?
—Prometterò.
—Ora avvertite di non mancare; manderò, o verrò io stesso a vedere se avrete attenuto il patto: se troverò altrimenti, guai! Mi chiamo Francesco Cènci, e basta.
Il Curato fra lieto e tristo intascò la moneta; e, profferte umilissime grazie, con copia di riverenze si allontanò dal male visitato barone.
———
Marzio tornava in compagnia di Olimpio. Ebbe Marzio la promessa mercede, ed ordinandolo il Conte si ritirò nell'anticamera.
—Che c'è egli di nuovo, Eccellenza?
—Ci sono altri centoquaranta ducati da metterti nella cintura…