—Abbiano avvelenato le lenzuola!—Questo si è pur dato altra volta, ed io l'ho letto in qualche libro. Olimpia! Ah! mi sei fuggita, ma io ti arriverò:—nessuno ha da scapparmi di mano—nessuno.—Quale silenzio è questo accanto a me! Che pace qui in casa mia! Riposano:…—dunque non gli atterrisco io?—Marzio.

Il cameriere chiamato accorreva prontissimo.

—Marzio, riprese il Conte, la famiglia che fa?

—Dorme.

—Tutti?

—Tutti; almeno sembra, poichè ogni cosa sia tranquilla in casa.

—E quando io non posso dormire ardiscono riposare in casa mia?—Va', guarda se veramente dormono; oreglia alle stanze, in ispecie quella di Virgilio; sprangale pianamente per di fuori, e torna.

Marzio andò.

—Costui, continuava il Conte, sopra gli altri aborrisco; sotto quella superficie di ghiacciata mansuetudine non iscorrono meno veloci le acque della ribellione: aspide senza lingua, non però senza veleno. Quanto mi tarda, che tu muoia!—

Marzio, tornando, confermava: