GERI, MANENTE.
Geri Ei vuol morire. Poca per celar sapienza, e ingegno Per conoscere ha troppo. Or tu ben nota, Manente; al terzo grido per lo Imperio Pon fine alla bisogna; — e tal ti adopra, Che al colpo primo la si spacci: — in modo Farò che Bianca non si opponga. Manente Questo, Vel dissi io già, non lo raddoppia mai. Geri Una volta mancasti. — Altrove io corro A vegliare. Ricorda... al terzo ei... Manente Cada.
SCENA IV.
MANENTE.
Facciamo i conti. — Mi torna ch'ei cada? — Debbo esser tristo traditore, o tristo Fedele? — Tristo sempre! — Parmi il meglio Torre il bel vanto di restar fedele... Ecco come s'accoppia al maleficio Virtude, e come ogni uom può dirsi onesto.
SCENA V.
BIANCA.
Di arme un suono qui intesi. — Ah! m'ingannai. — Se come scellerata io son punita A inaridirmi nel sospetto, questa Innocenza che giovami? — Versato Fu il sangue qui del mio fratello... O terra, Dal dì che l'empio diffuse la prima Morte sul volto all'uomo, tu bevesti Più sangue che rugiada; eppur vestita Di luce, — eterna in tua beltà sorridi, E pietosa raccogli entro al tuo grembo E i giusti e i tristi — tutti! — È la tua faccia Cener di morte: — calpestiam la polve Dei padri noi, — calpesteranno i figli La nostra... O terra, una gran tomba sei! Non pertanto sorridi... Oh! quanto meglio Era non esser nati. — Ecco il vestigio... Dio già lo vide... Oh! a te non sorga il grido Di vendetta da questo... e s'ei surgesse... Non ascoltarlo, — no, — rimanga inulto; — Fu sparso senza offesa: — ma nol vegga La gente... deh! nol vegga... Oh! se uomo mai, Questo luogo accennando, e altrove il volto Per orrore volgendo: — Un Cancelliero, — Dicesse, — là trafisse un Cancelliero, — Oh I quanta infamia: — celisi, — nol vegga La gente, — deh! nol vegga.[15]
SCENA VI.
LEMMO, e detta.