Geri Pace, — una volta — pace; — è breve il varco Dall'ira all'odio, e or qui spirar dee amore. Lemmo Falli, Geri; non è suon d'ira il mio, Ma di pietà... Gualfredi Per altri serba, Lemmo, Codesta tua pietà; per me saria Non sopportabil peso. — Esser temuto Io voglio, — non compianto. Lemmo Odi, Gualfredo, Cosa che in mente riporrai. — Son pochi In questa terra i buoni, — i tristi molti; — Agevol quindi è assuggettarla. — Capo Di parte avversa a te mi dice il grido, Ma nè anco potendo io ti sarei Nemico, chè uomo esser di sangue aborro, E tu mi se' fratello. — Uccidi e vinci. — Forse tepido il sole al fiore stretto Per gelo tornerà; — forse la scarsa Scintilla fie che un dì riviva in fiamma. — Quel che per colpa dei padri perdemmo Racquisteranno con virtude i figli; Così giova sperare. — Ai miei castelli Mi ritrarrò. Gualfredi Dove il piacer ti mena Ti scorti il cielo; e quando mai consiglio Mutassi, — come il cor, teco diviso Sarà l'imperio mio. Lemmo No, — abbilo tutto, E l'abbominio.... Geri Ora a men triste cose S'intenda. — Volga fortuna la ruota, E il villano sua marra. — Or dite, Lemmo, Berrete voi per la salvezza nostra Una coppa? Fia dessa in che bevea Lo padre vostro. Lemmo E perchè di sua casa Non berrà Lemmo alla salvezza? — Oh! viva Mille anni, — viva e gloriosa sempre... Ma e il mio figlio vi sia... Geri[19] Porgi la coppa. Prendi...[20] Lemmo Ma... e Dore? Geri Or vi sarà... Lemmo Gualfredo! Sovvienti come il padre nostro — (il cielo Faccia pace a quell'anima) i bei fregi Di questa coppa scorrere godeva A parte a parte, e mostrarne il fin niello: Quindi additava l'arme: — ecco il lione, Dicea, rampante, ecco la immagin nostra, Sdegnosi e grandi. — O figli miei, lioni Siatevi sempre, — e non mai volpi. Geri Bevi. Lemmo Bevo. — Cortese il ciel vi sia... Ma questo È sangue! Geri E t'abbi entro quel sangue il figlio... Lemmo Tu... Dore hai morto?... Dio eterno! Gualfredi Oh misfatto![21] Lemmo Dov'è il mio figlio, scellerato? il figlio Rendimi... Ah! tu non lo uccidesti? — Cessa Dal triste giuoco; — egli feroce è troppo: — Le mie paterne viscere dirompe; — Io sopportar noi posso. — O Geri, in nome Di Dio chiamami il figlio... Geri Il suono indarno Le sue orecchie percuote... ei non lo intende; — Perocchè dorme... Lemmo Oh! — s'ei riposa... statti. Forte lo udii nelle trascorse notti Travagliarsi nei sonni... A lui mi guida Tacitamente; — ch'io lo vegga, lascia: — Vedere un figlio al genitor chi nega? Geri Vieni, — lo vedi, — e mori. Gualfredi[22] Scellerato! Se il giudicio di Dio non mi tenesse... Io parricida... — A te che dir mai posso, Caro infelice?... maladetto l'uomo Che confida nell'uomo... entrambi fummo Traditi. — Oh! non confondermi nell'ira Co' rei: — deh! nel pregar da Dio vendetta, Non maledirmi; — del misfatto questa Ben è la casa, — ma innocente io sono. Lemmo Sii benedetto... ma mi rendi il figlio... Le mie castella vuoi? — l'abbi. — Di patria Fuori desii che ramingando io vada? — Andrò. — Ma deh! fratel mio dolce, — Dore Rendimi, — Dore... solo... Gualfredi Ah! s'io potessi Renderti il figlio, — sallo il ciel se a prezzo Del sangue mio lo ti rendessi. — O servi, Da questo infame luogo il rimovete... Infortunato! — in te l'angoscia ha spento La luce della mente... Lemmo Chi mi strappa A forza? — o Dore, il padre aita. — Fuggi, O ch'ei ti ucciderà... possente ha braccio Siccome bello ha il core: — eccolo! — Vieni; Beami nel tuo amplesso. — Ahimè! disparve; Ei sotterra disparve. — Occhi miei tristi,[23] Spegnetevi, dacchè veder v'è tolto Il figliuolo nostro. Gualfredi O deh! non farlo, misero![24] Solo, — come da fulmine percosso Di Dio merti le lagrime; — da questo Terreno affanno una pietà profonda Ben tosto ai gaudi dell'eterna vita Ti avvierà: — piagni, ma spera; — il cielo Me poi condanna al pianto, e alla paura. Vedi, uom di sangue, la bell'opra? —[25]Godi. Lemmo Io ebbi amici, e non son più! — consorte Io m'ebbi, e non è più! — aveva un figlio, E non è più! — Ramingo... disperato Come Caino, e non ho colpa. — Dio, Perchè col peso del tuo sdegno aggravi Uno innocente?

SCENA VII.

GUALFREDI, GERI, MANENTE.

Gualfredi Il giorno in che la donna Dal materno alvo accolseti, e a me volta Disse: — Gualfredo, avete un figlio, — giorno Fu di dolore a Dio, e di tremenda Gioia a Satano. Geri E porpora più vaga Al mondo fu di quella tinta in sangue Di un odiato? — E quale ebbe Fiorenza Vivo colore che al paraggio valga Di quel che scorre per entro le vene Di un nemico?...

SCENA VIII.

NELLO, e detti.

Nello Gualfredo! — a rumor mossa È la terra, — qui piegano aspramente Feriti i Bianchi: — per Dio! sorti... Gualfredi Oh! tutti[26] Si trafiggano, — tutti; — e il corpo mio Faccia coperchio alla universa tomba.

SCENA IX.

GUIDO, e detti.

Guido Damiata è cinta: — ognun di voi domanda, Messere, e traditor vi appella. Gualfredi Il tristo. Buon tempo egli è che pei sembianti appresi Starsi, — non per le cose. — Il nome è nulla, — E E poichè infame io non la temo... guardo Fiso la morte, e alla morte sorrido.