CONCLUSIONE.

Addio, libro. Senza me tu vai alla bella Firenze. Uscito dai domestici lari, adesso come nave testè varata ti aspettano i flutti e le procelle del pubblico. Dio ti preservi dal sinistro! Ma dove mai ti sorprendesse l'uragano, rammenta che se favellasti parole forse acerbe, tu non sapesti dirle mai codarde, nè sleali. — Il padre tuo può errare inconsultamente, ma errare e nuocere con deliberato animo non mai: e quante volte egli non potè usare la libertà del parlare intera, comprese tutta la dignità del tacere.

Adesso poi mi assicurano giunta la felicità dei tempi nei quali ti è concesso manifestare quello che senti con fronte liberal che l'alma pinge;[33] adesso mi accertano il Supremo Correttore essersi persuaso che la Storia

Plaude a re che apparecchia appoggio e strada

A legge che menzogna in volto accenna

All'uom, che meno è accorto, e men vi bada:

A quei, che franca agli Scrittor la penna,

E va per prova di arte al lido amico.

Accerta il corso, e poi muove l'antenna.[34]

Onde io sperimenterò i tempi scrivendo più spesso che io non soleva, me consultando e il mio genio, però che poco mi talenti procedere in compagnia, e mi abbia giovato assumere per divisa quel motto di Michelangiolo: