Manente Niun qui geme. — È trapassato... Geri Manente! Manente Vivete? Io vi facea tra i morti. Geri Ah! dammi aita, Ferma il sangue che spiccia... Ahi questa è piaga, Che se altra è più mortal, nulla è più acerba. Manente Gagliardo egli è quest'uomo Vostro![7] Geri Quindi Più mi grava di spegnerlo. Manente A quest'ora Poco spazio di terra avria sepolto Il trafitto, il misfatto e la memoria; — Ma io vel dico, voi — mai sarete un uomo. La buona spada innanzi al sol combatte, E dà in petto al nemico; — ma il pugnale Le tenebre ama e il dosso: — più veloce Quindi è la via che mena dritto al core. Geri Vivo; — la sconterà. Manente Ma intanto il vostro Sangue per lui tigne la terra... Geri Vivo. Breve di pochi dì tremenda vita Io gli apparecchio, e morte disperata.
ATTO SECONDO.
E sì distretto m'ave in suo disire
Lo core mio, che dallo suo pensare
Un'ora solo io nol porria partire,
Dante da Maiano.
SCENA I.
Sala interna di Damiata. Spunta il giorno.
GUALFREDI al lume di una lampada legge una nota di proscritti.
E voi morrete, — Tedici, Lazzarri, Rossi: già foste amici, or troppo grandi Siete: — io non v'odio... ma perchè importuni Ove a posare ho il piè poneste il capo? Voi perirete. — Lemmo Cancellieri! Il figlio di mio padre! Il mio fratello![8] Uno stesso alvo!... un sangue stesso!... il nome! Di mie vigilie o lampada compagna, Vinta del sole al mattutino raggio, Sembri la Vita;... scintilla di eterno Lume... di vile umor figlia, che splende Nell'ombre: — sembri il tempo, che misura I pianti lunghi, il breve gaudio, e scava Le fosse. — O tempo, o vita, e che mai siete? D'immota eternità mobili figli, Tenebra di sepolcro, ombra di morte. — Ma ed io sarò un eterno? Qui di forma Muta tutto e non muore. E il mio giudicio?.., La mano tinta di fraterno sangue Arderà nell'Inferno... io fratricida... No, — non sarò.[9] Fratello, vivi, e quando Ne dovessi esser morto, e a vituperio Per le vie tratto, e alfin gittato ai fossi, — Vivi: — ciò tu non sai, ma io ne son lieto. Dunque vero è che un oprar bello, ov'altro Manchi conforto, alto a se stesso è premio? Ma io non posso esser giusto, — non posso. Nello... Guido!