"In questo caso parlate, e confidate sul mio onore."

"Bene!—Tenete presso di voi un giovane chiamato Guglielmo?"

"Sì."

"In quale condizione?"

"Cassiere di banco."

"La cassa vostra poneste in sua piena balía?"

"Dapprima no: ogni sera aveva a rendermi il conto e le chiavi; sperimentata poi la bontà sua, oppresso dai negozi, trascurai questa diligenza, e di presente facciamo i conti una volta al mese: le chiavi ritiene sempre."

"Signore, duolmi annunziarvelo; voi siete tradito…."

"Possibile!" esclamò il mercante levandosi a mezzo da sedere…

"Uditemi.—Abito il terzo piano della casa ove tengono giuoco. Stasera per avventura mi venne fatto entrare là dentro, e con sorpresa ho visto il vostro cassiere giuocare, e perdere monti di ghinee;…. somme sicuramente superiori alla sua fortuna."