— Ma questa spesa si può risparmiare dacchè egli è morto.
— Bella ragione! L'agonia bisogna sonarla, perchè va sonata, e poi se la gente non la sentisse sonare, sospetterebbe ch'ei fosse passato senza sacramenti, ed è per lo appunto questo che più preme evitare. E devo pensare propriamente a tutto io?
— Certo.
— E allora si ha da mettere cinque lire al barbiere per fargli la barba.
— Ohimè! lasciamo stare cotesto, che la morte in breve disfarà muscoli e nervi non che barba e capelli — e aggiungete ch'egli in vita sua non costumò mai radersi la barba.
— Tanto peggio; tanto peggio; oh! che volete, che si presenti all'altro mondo co' segni della irreligione e del disordine? — Oh! che vengo dalla China io per non sapere che i peli sono rivoluzionarii?
— Vada per la barba, ma cinque lire?... mi canzonate? — Mentre in vita per cinque lire ne fanno venti delle barbe ai poveri diavoli come fu il defunto.
— Voi parlereste come un libro stampato, ma quando siamo morti diventiamo tutti uguali...
— Già.... appunto per questo; nudi uscimmo dal seno materno, e nudi dobbiamo tornare alla terra... uguali nella miseria.
— Alla rovescia, dilettissimo mio, alla rovescia, tutti ricchi, imperciocchè prossimi ad essere locupletati della grazia di Dio. Dunque sonata di agonia due, barba, cinque, in tutto settantadue. Per gl'incappati moccoli libbre quattro, a lire due per libbra otto lire, settantadue e otto ottanta, lampioni quattro, ottantaquattro; logoro di tappeto da capo quattro, ottantotto; nolo di crocifisso di argento, due, novanta; nolo di due preti due lire l'uno, e non è caro, novantaquattro; al curato dieci, centoquattro.... mi pare che non ci sia altro? No, aspettate, lo sterro, lire sei centodieci. Guà! dimenticava il meglio, ai portatori della bara lire otto, in tutto centodiciotto... e se casca un kreutzer, a monte ogni cosa. Poi se volete dare qualche cosa a Perpetua serva della canonica, sarà vostra carità[12].