— Non siete voi parente? non siete amico di casa?
— Nè parente nè amico, la prima volta è questa che io metto il piede qua dentro; dei vostri buoni offici presso la polizia mi curo anco meno, perchè come fa giorno con la strada ferrata me ne torno a casa mia in Piemonte.
— Malannaggio al Piemonte e a chi ci è dentro! Ci sta vicino come la corda al collo del condannato; se lo potessimo spingere mille miglia lontano da noi, non sarebbe perduto nulla, o presto ricuperato...
— Reverendo, buona notte, o piuttosto buon giorno; se avete commissioni per Torino, fate capitale di me; perdonate se vi lascio in asso, perchè non vorrei mancare alla prima partenza della ferrata.
— Gioventù benedetta! voi prendete fuoco come gli zolfanelli... venite qua... ditemi, ma chi paga?
— Chi volete che paghi? Pago io, che pure sono povero giovane, per carità, onde se mi levo io il pane di bocca, che sono laico e non ci ho che fare nulla, mi sembra che potreste levarvici un po' di companatico voi che siete sacerdote, e per di più pastore di anime.
— Orsù, voglio farvi vedere se sapiamo anche noi altri ecclesiastici ammollare; voi ci appuntate, lo so, di avarizia; mordetevi la lingua, calunniatori; la carità la intendiamo anco noi altri: orsù, invece di centodiciotto lire faremo ogni cosa, associazione, funerale e sterro per centodieci.
— Curato! risposi di sul limitare della porta, avete comandi per Torino... io parto.
— Ma sentite, non ve ne andate... in verità non si può fare a meno...
— Volete che faccia i vostri convenevoli al signor Bianchi Giovini?