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— Verrà....?
— Non verrà....
— Sì le dico, che verrà; o non sente il rumore di una carrozza.
— Bella riprova! Como se a Torino si trovasse la sola carrozza che condurrà il tuo suocero, posto che ei venga in carrozza.
— Ma ecco si è fermata all'uscio.
— Va' a vedere....
— Andiamo tutti: senz'altro è nonno.... sicuramente è babbo.... il signor Omobono.
Ed i fanciulli tutti con Isabella e Marcello corsero ad incontrare Omobono.... Orazio no, il quale per trovarsi in cotesto giorno più dello antecedente indisposto, si era rimasto seduto, e poi amava Omobono quanto il fumo agli occhi o giù di lì.
Omobono entrò in sala strepitoso e festante, tenendosi abbracciati da un lato e dall'altro, a mezza vita, figlia e genero: i fanciulli seguivano urlando, ed egli pure schiamazzava ingegnandosi sopperire con la chiassosa ostentazione al difetto di gioia verace.