Dite la vostra che ho detto la mia.

I coristi usi ad obbedire il maestro avevano accompagnato la monodia, ma, bisogna confessarlo, a contraggenio, perocchè non sapessero distinguere s'egli celiasse, o facesse davvero, e questo molestamente sopportassero; allora si levò su Natalizia, la quale, posta la sua mano sul braccio del maestro, in questo modo gli favellò:

— Agatone, senti: la tua mente ed il tuo cuore erano nati per far casa insieme; ma non ci pensarono mai, ed ora è troppo tardi; i tuoi occhi sono gonfi di lagrime e la tua bocca canta in chiave di baccanale. Taci, che Dio ti perdoni e ti conceda la grazia che stilla di acqua, senza il tuo consenso, non ti caschi mai nel vino. Voi altri, fratelli e sorelle mie, alunni dell'armonia, non vi state ad affaticare lo spirito cercando inni funebri; le ore dell'angoscia non sono quelle che accompagnano il carro alla fantasia. Noi tutti conosciamo un canto dove le parole occorrono sublimi ed i numeri divini; inginocchiamoci intorno alla defunta, e con le labbra, e più col cuore, cantiamo la preghiera del Moisè: io vi dico in verità che ne esulteranno quanti sono beati in paradiso, e con essi questa cara infelice, la quale così acerbamente si è partita da noi.

— Sì, facciamo a questa maniera; Dio ha parlato per la bocca della fanciullina.

Intuonarono la preghiera: Dal tuo stellato soglio, e con tale una effusione di tenerezza che terminò col pianto universale: pianto senza mistura di amaro, pianto che ricava la sua scaturigine da più alta fonte che non è il cuore umano, e che consola tanto quello che lo versa, quanto quello per cui è versato.

Ma pianto e riso, e affanno e gioia si dileguano nel mondo a modo che fa l'eco. I cantori mano a mano lasciarono il teatro; sul palco scenico rimasero una candela di sego, che mandava tanta luce quanta bastava a rendere le tenebre visibili, una guardia di pubblica sicurezza intesa a passeggiare, a masticare tabacco ed a schizzare la saliva più lontano che poteva, la morta sempre stesa sulla scala, e l'orfana di nuovo genuflessa ai piedi della defunta per pregare.

Indi a breve comparve l'assessore di polizia con alcuni uomini a cui ordinava trasportassero il cadavere nella stanza mortuaria, così come stava sopra la scala, coprendolo con uno straccio qualunque. Appena egli ebbe profferite queste parole che una larva uscita di sotto terra, mostrando la faccia più bianca del marmo, stridè:

— Nessuno la tocchi... è mia.

— Chi è vostra? riprese l'assessore, il quale senza volerlo sentì corrersi freddo nelle ossa.

— Questa morta.