E Filippo: — Curio, proprio mi ti manda Dio: dammi una mano per adagiare su questo muricciolo il poverino che porto.
— Fatti in là, Filippo, che basto solo, e tu barelli: a sorte non saresti ferito?
— No, grazie a Dio, ma le forze pur troppo mi mancano — e così dicendo casca giù ginocchioni con le mani in avanti. Curio, aiutato da un cittadino che di là passava, mise Filippo a sedere accanto all'altro; poi prese una rincorsa piantando ambidue, e in meno che non si dice un credo, mentre Filippo pur troppo sospettava essere abbandonato (la sventura, quando si maritò col bisogno, per primogenito partorì il sospetto) rideccoti comparirgli dinanzi Curio con un palmo di lingua fuori, carico di berlingozzi, bocce di liquori e di due fiaschi di vino.
Però Curio, andando alla volta di Filippo, mirò da lontano una cosa, che gli mise la pulce dentro l'orecchio, senza che ei potesse rendersene ragione. Filippo si era tirato in grembo il soldato, e sciorinando su lui il fazzoletto olim bianco, gli rinfrescava il capo riarso, gli cacciava le mosche, e di ora in ora lo andava dolcissimamente baciando. Il bene è sempre bene, diceva Curio fra sè, ma i troppi amen guastano le messe. Filippo stese ansioso le mani a ciò che Curio gli porgeva, ma non sì tosto lo ebbe guardato, esclamò:
— Ohimè! Curio, che è questo che tu hai portato? acqua, acqua... tu me la vuoi far morire?
— Hai ragione, soggiunse Curio, e via da capo a precipizio; tornò in un attimo coll'occorrente, ma anco per questa volta riuscì il sussidio inefficace, però che il giovanetto vagellando sbattesse smanioso di qua e di là la testa. Filippo mandava giù dalla fronte a quattro a quattro le gocciole del sudore; in cotesto punto, non sapendo che fare di meglio, diede di piglio alla boccia dell'acquavite, e sia lode al vero, ne mandò giù un gran sorso.
— Ah! mi sentivo proprio morire, sospirò restituendo la boccia a Curio: rinfrancato così, riprese:
— Curio, piglia il capo al ragazzo e tienglielo fermo con più grazia che puoi: ecco, adesso m'ingegnerò aprirgli le labbra e versarvi un po' di acqua.... sta' attento.... e fa' adagio.
Certo fu più quella che gli versò sul petto, che nella bocca; pure cotesto refrigerio di acqua valse per fare aprire gli occhi all'infermo: e Curio allora, secondo l'usato costume, precipitoso interrogava Filippo.
— E adesso che almanacchi qui, con questo povero ragazzo?