— Non ti spaventare, mamma, sai! È stato un deliquio passeggero... la commozione.... la fatica.... ora è passato.... andiamo pur su!

Ma di levarsi in piedi egli era niente. La madre amorosa la veniva interrogando:

— Ma da quando è che tu non hai mangiato?

— Saranno ventiquattro ore e più....

— Ma perchè, tu sii benedetta, non ti sei un po' ristorata a tempo? Perchè mai ridurti in questo stato di debolezza?

E qui, senza nemmanco attendere la risposta, dimentica degli anni e degli acciacchi cagionati dalle lunghe angoscie, si reca in collo la figliuola mentre invano questa se ne schermiva dicendo:

— Non fare! non fare!

A cui la madre rispondeva:

— Assettati bene.... procura di stare a tutt'agio.... qui sulla spalla appoggia il capo.... abbracciami il collo col braccio dritto; da brava, su.

Era Isabella a posta sua rifinita di forze, e nonostante ciò tanta balìa le diede la passione, che sarebbe bastata a portare la figlia, non che di carne, di marmo. Miracoli di amore materno, ai quali egli è forza credere.