Tassoni, Son. su Filippo da Narni.

[9.] Quanto fu la guerra bandita immortale per castronerie di tattica e di strategia, altrettanto fu memorabile lo scritto del Ricasoli per ispropositi di lingua e di senso comune: di vero, tre volte ci occorrono le frasi al seguito delle dimissioni date... in seguito della partenza... al seguito dell'ingiuste minacce; — più oltre: l'Austria temette... il Governo del Re credette... credette, che a ciò gli desse diritto: il più bello all'ultimo: «per queste aspirazioni nazionali troviamo soldati pronti a spargere sangue e fatiche in tutte le parti della Camera!» Quindi nulla manca a farlo detestabile: turpitudine di locuzioni straniere, barbarie di dettato, errata assimilazione di sangue e di fatiche da spargersi in tutte le parti della Camera! Nè anche un montanino di Garfagnana si attenterebbe menare tanta strage della lingua e del buon senso. Erat in fatis, che la monarchia in occasione tanto solenne si commettesse a due sciagurati come Ricasoli e La Marmora. Quali l'ingegno, le opere, la fama di costoro? — Si predicavano avversi al popolo, avversi ai volontari, e tanto bastò. Così in grazia del partito moderato e dei suoi uomini, noi abbiamo perduto tutto, fino la reputazione dello idioma, che sola ci rimaneva conservata in mezzo alla secolare molteplice tirannide. La Camera applaudiva: un giorno ella sarà giudicata severamente senza circostanze attenuanti, perchè gli applausi avvennero in giugno, mese di già copioso di proietti vegetali. Per questa guisa il governo d'Italia, se fu argomento di molti sospiri, infinito si attirò eziandio il riso della gente stupefatta.

[10.] Proprio così fu detto, da un soldato ferito, nell'Ospedale di Brescia.

[11.] Il generale Sirtori, con lettera dell'8 febbraio 1867, afferma essersi accorto subito della deviazione della avanguardia, ed averci provveduto immediatamente: dichiara avere proceduto con ogni più squisita precauzione di guerra: esclude tutta sorpresa: fu lasciato solo; se lo avessero soccorso, anco verso le ore 4 pom., avrebbe vinto, egli dice; peccato che veruno ci creda.

[12.] Guerra del 1866, p. 139.

[13.] Il Rustow afferma fossero 6000 i garibaldini al rompere della guerra; a mezzo luglio confessa che gli mandarono rinforzo, e allora egli ebbe 10 reggimenti di linea, 2 battaglioni di bersaglieri, ovvero 5 brigate, 1 squadrone di guide a cavallo; alcune batterie di artiglieria gli somministrò l'esercito regolare. In tutto 72,000. Altri dice che furono 40,000.

[14.] Umiltà. I volontari del 1866, T. 1.

[15.] Memorie dell'Anonimo; Umiltà loc. cit.

[16.] Memorie dell'Anonimo e tutti gli Autori.

[17.] Rustow. Cadolini, Memorie dello Anonimo, ecc.