— Allora muta specie e dirò: benissimo.
— La buona donna, sul più bello, essendosi infermata, venne a morte.
— Tribolazioni quotidiane di questo nostro pellegrinaggio sopra la terra.
— Prima però di chiudere gli occhi, ella gli pose una bambina sopra le braccia dicendogli: Ecco, ti lascio questa in ricordo di me! La bimba crebbe e adesso annovera sedici anni. Ora ha da sapere come Filippo alla chiamata del Garibaldi ha fatto a modo del suo cocchiere, del suo cameriere e del suo portinaio.... come vorrebbe fare il suo signor genero, e come avrebbero fatto tutti i suoi figli, se il cielo gliene avesse concesso.
— Certamente.... che dubbio?
— Veruno. Il pover'uomo, con cotesta figliuola sulle braccia, non sapeva a qual santo votarsi, un piede aveva fuori dell'uscio e l'altro dentro per amore della ragazza, cui non gli bastava l'animo abbandonare, e la figliuola a sua posta non intendeva separarsi dal padre. Allora, senta che cosa mi stilla Filippo. Nella divina asinità del suo cuore... avverta, signora baronessa, questo concetto è di mia particolare invenzione, e come mi esce dalla mente, io, caldo caldo, lo servo a lei... dunque Filippo, nella divina asinità del suo cuore, trasforma la figliuola in giovanetto, la veste da garibaldino, e, senza punto badare alla tenera età, nè alla delicata complessione, la conduce seco a durare fatiche alle quali anco i più robusti vengono meno, e a cimentarsi in pericoli che mettono i brividi addosso ai meglio animosi. La giovanetta ha preso la febbre, e il padre teme di peggio. Il Garibaldi ha comandato al padre la meni subito qua, e stia a custodirla finchè non risani; Filippo non la intende così; allo spedale non ce la vuole mettere, e dalla guerra non si vuole allontanare: io l'ho incontrato testè più morto che vivo, colla sua figliuola in collo, vagare per la città in traccia di un asilo fidato dove deporre cotesta parte dell'anima sua, ed una volta sicuro che le useranno carità di patriotti e di cristiani, se ne torna al fianco del generale. Sentito appena il suo bisogno, io ho pensato subito a lei, e ho detto a lui, cioè a Filippo: — Tu sei nato vestito; non moverti di lì, che ho il fatto tuo: per la qual cosa udendo adesso come la signoria vostra abbia tutta la sua gente fuori di casa, ho pensato: tanto meglio così, la signora non si troverà in imbarazzo a dare un po' di ricovero alla poverina.
— Curio, voi dovevate sapere che quando non avessi avuto libere altre camere, ci sarebbe stata la mia. Orsù, andate per la ragazza; e intanto io allestirò alla meglio quello che fa bisogno.
Curio si rovescia, proprio così, verso la baronessa, le bacia e le ribacia le mani, poi senz'altre parole scappa via: giunto colà dove lo aspettava Filippo:
— Su, sorgi et ambula, e non aggiungo: tolle grabatum tuum, perchè ti toccherebbe a schiantare il muricciolo...
— E dove andiamo?