— Va' al diavolo, ch'io torrei mettermi in una tasca la tramontana e in un'altra il grecale, piuttostochè venire a braccetto con te.
*
Accostaronsi al letto del maggiore, dov'egli se ne stava appisolato, senonchè, udito appena il rumore dei passi che gli si avvicinavano, aperse gli occhi sospirando:
— Quanto ti sei fatto aspettare!
— Maggiore, non una ma venti scuse potrei addurvi una migliore dell'altra: ma a che pro? Ecco: io vi ho condotto un'anima di leccio, che viene adesso dal quartiere del generale Garibaldi.
— Viene! E perchè torna?
— Non istate a farvi il sangue verde, maggiore, questo vi basti, che stoppa ce ne avanza, nè Garibaldi si rimane da torcerla.
— Sì? Su presto, racconta.
— Il sergente Filippo ve lo racconterà per filo e per segno.
— Se permette, signor maggiore, disse Filippo, salutando coll'alzare della mano verso il berretto, le domanderò innanzi tratto se sappia dove diavolo ci abbiano cacciato?