Ragionavano giusto come Dante operò: intendevano passare dall'inferno per andare in paradiso.

Un concetto gittato nella corrente del pensiero è pari ad un tronco caduto in balìa del fiume: entrambi devono per necessità giungere al fine; quello col traboccare nell'azione, e quest'altro nel mare; però i nostri coniugi nel colmo di una notte entrano chetamente nella camera dove dorme Eponina, aprono con precauzione canterale e armadio, pigliano a cavarne il buono e il meglio in gemme, in orerie, con tale disinvoltura che non pareva fatto loro, e siccome fossero entrambi religiosi, così volendo pigliare con coscienza, prima di appropriarsi un oggetto formulavano un attesochè, come costumano i giudici, anzi, più scrupolosi di questi, però che essi pongano le ragioni del giudicato solo innanzi alla parte dispositiva della sentenza, mentre essi le ponevano prima e dopo: — Tanto ella non ha bisogno; — e finivano: — e noi necessità estrema. — Tanto ella con quattro trilli se li rifà più belli; — e finivano: — e noi neanco spaccassimo legna fino alla consumazione dei secoli; aggiungevano dopo: — e a pensarci su, si può quasimente sostenere che la è roba nostra, avendola ella raccattata in Russia, e riportandocela non sarebbe fuori di luogo vantarci che adempiamo a una regola di buona economia e al debito di amor patrio. Quando i nostri artisti calmucchi inonderanno i teatri d'Italia, gli italiani si vendicheranno negando a loro gemme e ghirlande. Si vendichino pure! Noi ci stiamo; così le borse non impoveriranno e la morale ci guadagnerà...

O che credono i nostri professori di comunismo possedere eglino soli il privilegio di ragionare il furto? Anche i cosacchi lo sanno fare, e se avessero perizia di mettere in carta, essi ci comporrebbero libri, di petto ai quali quelli di Proudhon sarieno giudicati conservatori.

Però, quantunque i nostri coniugi in coteste loro lucubrazioni ponessero garbo infinito, tanto non poterono procedere cauti che non movessero rumore da svegliare Eponina, la quale sollevando il capo interrogò:

— O che fate costì a quest'ora? Perchè senza che io vi chiamassi mi siete entrati in camera?

Katinka. Oh! ecco; la signora si lamentava tanto nel sonno, che abbiamo ruzzolato il letto per correre ad aiutarla.

Eponina. O che credevate mi fossi addormentata nel canterale?

Yanni. No, signora; cercavamo biancheria fine per servizio di vostra signoria illustrissima.

Eponina. Ma nel canterale non ci stanno le biancherie, e voi lo dovreste sapere, Yanni; ad ogni modo lo sa Katinka.

Katinka. Dice bene la signora, ma, rimescolata come sono, non ho avuto capo ad avvertirglielo.