Qui Eponina perse la pazienza e con suono risentito disse loro:

— Sciagurati! Bugiardi! Voi rubavate... uscite subito di casa mia.

E fino a questo punto poteva andare; ci sarebbe stato quasi da scommettere che i coniugi avrebbero spulezzato mogi mogi, e in cotesta medesima notte preso il volo per altre contrade; ma no, la smania dello stravincere pose sempre mai a repentaglio la vittoria, e questo insegna eziandio il Machiavelli, ond'è che Eponina tutta accesa di collera aggiunse:

— Andate; domani farà giorno, e voi, furfante, renderete ragione del vostro operato davanti al tribunale.

Mala ispirazione fu quella; e sì che Eponina doveva ricordarsi la fine miserabile toccata al Winkelmann, trafitto proditoriamente dal servo assassino, per derubarlo dei suoi tesori.

I coniugi allora si avviarono di conserva verso il letto: su quello che fossero per fare non erano ben chiari; si presentava alla mente loro, a modo di embrione, il quale però stava in procinto di pigliare forma determinata dalla necessità di condurre, ormai che lo avevano incominciato, a compimento il furto e di godersi in pace la roba rubata; ma Eponina avendo scorto cotesti due ribaldi ricambiarsi con gli occhi una di quelle faville che schizzano proprio da un tizzo di casa del diavolo, capì dove sarebbero iti a cascare, anche prima ch'essi ci pensassero; onde non le parve più tempo di gingillarsela e, con la manca frugato sotto il capezzale, ne trasse fuori una rivoltella che subito spianò contro Yanni. Sua sventura volle che Yanni si fosse accostato troppo, sicchè questi, allungata la gamba e steso il braccio, agguantò la mano di Eponina, strappandole con forza irresistibile la pistola; non per questo sbigottì Eponina che animosa con la destra cerca e trova sotto il guanciale il pugnaletto, a lei carissima galanteria, come quello ch'era dono del suo miglior fratello Curio, che aveva per manico le figurine di Amore e di Psiche vagamente intrecciate. Curio nel darglielo le aveva detto sorridendo: «Con questo un giorno ammazzerai qualcheduno.» Katinka non meno svelta di Yanni afferrò Eponina; nel tira tira cadde il fodero, e la serva venne a trovarsi ignudo il pugnaletto in mano, che senza esitare appuntò nella fossetta che fa la clavicola alla radice del collo ad Eponina.

Yanni urlò: Forte! — Ed Eponina: — Ah! scellerata!

Spruzzò il sangue negli occhi e sulla bocca di Katinka: costei rabbrividita dal sapore del sangue e cieca, lasciava il ferro nella ferita e tremante come per paralisia si appigliava con ambedue le mani alla colonna del letto per non istramazzare.

— Katinka, presto, scappiamo! susurrò Yanni.

— Sì, sì, fuggiamo, acconsentiva premurosa Katinka.