Allora Elvira si pose a pensarci su, e dopo alquanti minuti di riflessione conchiuse:

— Andiamo via, i consigli di Figaro ci sieno di norma; e sedutasi al tavolino scrisse:

«Tutta cara Amina,

«Apprendo da Egeo la tua partenza per Locarno: quanto questa tua risoluzione mi peni, io non ti dirò; ma tu sei donna di subitanei consigli, e a Dio piacesse che come subiti fossero sempre buoni: ma di ciò basta. Avrei voluto assegnarti centomila lire (quando temeva che le potessero venire accettate, disse quaranta o trenta; adesso, sicura che non le aveva a dare, sbracciava a uscita), ma Egeo mi dichiara che tu rifiuti recisamente danari, ferma nel proposito di sopperire ai tuoi bisogni col frutto del tuo lavoro; quantunque ciò mi sappia un po' di superbia, pure io lodo, e faccio voti che la Provvidenza ti secondi. Ad ogni modo ti avverto che, in qualsivoglia caso, come la casa ti saranno aperte le braccia della tua benefattora; tu non picchierai mai invano alla porta del mio palazzo, nè mai invano ti richiamerai al mio cuore. Sii felice come ti auguro e rammenta qualche volta chi ebbe affetto di madre per te. — Elvira.»

In poscritto le annunziava la spedizione della roba; ce ne aveva aggiunto qualche po' della sua, che la pregava a tenere in memoria di lei.

Egeo prese la lettera, assumendo il carico dello invio, e, domandata licenza di allontanarsi alquanto per curare il trasporto dei bauli, disse a Elvira non si movesse di casa, sarebbe in breve di ritorno, averle a dire cosa di suprema importanza per lei. Coteste parole buttate là valsero a mettere sottosopra lo spirito della mala femmina, per la vecchia ragione che chi porta la coda di paglia teme sempre che gli pigli fuoco: quando Egeo dopo un'ora tornò, sebbene in vista comparisse tranquilla, pure ella in cuore tremava; appena lo vide, ridendo di un suo riso alla trista, gli disse:

— Ebbene, qual tu ne vieni a me, colomba o corvo?

— Elvira, non corre tempo da scherzi; ti parlerò schietto e succinto; dimmi, ti si sarebbero a caso attaccati alle mani biglietti di banca di provenienza Onesti o Boncompagni?

— Che discorsi mi fai? urlò Elvira, e con vicenda assidua ora avvampava in faccia ed ora impallidiva come per morte. Ah! me lo porgeva il cuore che Amina ti avrebbe messo su... Calunnie... tutte infamie... lo giuro su l'onore mio... su l'anima..

— Elvira, per l'amor Dio, non mettiamo tanta roba a sovvallo; calmati. Amina, non mi ha parlato di niente; io lo arguiva dalle folli spese che fai.