[55.] Tesoro delle Campagne, compilato da Antonio Balbiani. Milano, tip. Politti, Vol. un., p. 623.

[56.] Veramente non senza cerimonie solenni vengono ammessi i gesuiti laici: certo non saranno mica uguali per tutti; quelle che praticarono per la recezione del conte Macharty, del cardinale duca di Talleyrand Périgord e del principe di Croi, grande elemosiniere di Luigi XVIII, trovo descritte nelle Mémoires d'un Jésuite. Entrato il ricevendo nella sala delle Conferenze, lasciasi a meditare sopra un libro contenente le massime della Compagnia. Quindi va alla cappella, dove confessa essere informatissimo di quanto sta per fare, e volere rimanere attaccato alla Società di Gesù. Il capo levasi, va all'altare, piglia una lettera sigillata; la bacia tre volte; poi ordina al recipiendo spoglisi il vecchio uomo, e si purifichi, diengli l'assisa di Gesù Cristo. I purificatori lo spogliano, lo ungono di olio santo in capo, alle mani, al petto, lo esorcizzano, lo coprono col manto gesuitico e, purificato che sia, il capo gli consegna la lettera del generale di Roma, che lo ammette; prima di leggerla ha da giurare il segreto, renunziare alla famiglia, sagrificare moglie, figli, genitori, congiunti, amici, ecc., per la salute della santa Compagnia; allora gli mettono al collo l'abitino da portarsi sempre; poi lo sottopongono ad umiliazioni d'ogni maniera, baciare i piedi altrui, sedere in terra, apprestargli sozza mensa, ecc.; per ultimo conferenze frequenti e lunghe col capo.

[57.] Ecclesias., c. 2, n. 3, 8.

[58.] Voltaire definisce il gesuita: animale che si leva la mattina alle quattro, si corica alle nove, dopo avere recitato tutto il giorno le litanie dei santi. Mémoires d'un Jésuite, p. 7.

[59.] Le parole del dialetto genovese sonano così: voscià, vostra signoria; mii, miri; pettin de ninte, cosa da nulla; invegendòu, confondersi; quinze lie, quindici lire, ecc.

[60.] Quel buon uomo di Plutarco nella vita di C. Mario racconta: «Mario alla fine singhiozzando rispose: riferiscigli che veduto hai Caio Mario ramingo sedere sopra le rovine di Cartagine.»

[61.] Questa Madonna incisa da molti si conosce in commercio: venite ad me omnes, venite tutti da me. Davvero può risparmiarsi gl'inviti.

[62.] Così Lucrezia Borgia, quando la paura dello inferno prevalse in lei. La marchesana di Gonzaga lasciò scritto in proposito: «tanto era sitibonda (di ascoltare le prediche) che non istando contenta di un solo predicatore, duoi predicatori udire voleva; uno la mattina, e l'altro il dopo pranzo, ma eziandio induceva quelli a recare in iscripto molte devote dottrine da quelle udite.» Sempre così; i frantumi di tutti i naufragi vanno a morire sopra la spiaggia.

[63.] Il professore Ricord soleva aprire le sue lezioni con questo dettato: «Dieu créa le ciel, la terre, les animaux, l'homme et les maladies vénériennes».

[64.] Comedat res bonas, bibat vinum praestantissimum laeve, et, si potest haberi, suavissimum.