San Sotero è il patrono dei borghesi, però che valga per lo appunto in lingua greca Conservatore, ed in Italia primo a pigliarlo fu Milico liberto, che tradì il suo benefattore Natale facendogli la spia nella congiura pisoniana contro Nerone,[38] da cui lo eredarono i moderati, ora vili, ora feroci e infami sempre. Un giorno, dopo aver fatto i conti, trovandoci profitto, furono anch'essi perturbatori dell'ordine pubblico; e ciò accadde quando i conti contavano e tenevano le città ordinate a questo modo: un re che regna, una nobiltà che comanda, un popolo che serve; allora costoro predicarono la fratellanza con le plebi, sè uniti a queste salutarono popolo, e insieme puntando superarono i grandi e presero lo Stato. Qui finiva la fratellanza, e la plebe fu rimandata ai solchi e alle officine coll'onore di avere abbattuto i grandi e sostituito i borghesi; se mormorava scontenta, la saldarono a cannonate. Ora la plebe sta a casa con la commissione di lavorare e generare; il lavoro le comprano a mezza gamba in pace, in guerra accetteranno i figliuoli, onde si facciano ammazzare in difesa dei loro interessi per nulla.

La borghesia adesso sta di fronte alla plebe, come la nobilea un dì stava di faccia alla borghesia; la potestà regia, che prima notò co' sugheri nobili, oggi nota co' sugheri borghesi; qualche nobile arrembato mantiene sempre nei vivai di Corte, perchè i borghesi ne piglino gelosia e s'infervorino maggiormente nella servitù. Fermi tutti; l'era delle rivoluzioni è chiusa; uscendone, il ministro Farini se ne tirò dietro l'uscio. Non è solo Augusto re di Polonia sfrenato amatore di sè stesso, che dai balconi aperti faceva bandire tutti i polacchi avere bevuto quando era brillo: tutti così; dei re si mena maggior chiasso perchè in vista più degli altri e perchè divorano per trentamila. I medici per curarli dalla bulima ci sarebbero, ma essi invece di guarirli si mettono a mangiare con loro.

I giudici borghesi, quando il fisco insanisce nei bestiali furori, fanno pasqua, perocchè egli somministri loro comodità di acquistare fama di temperatezza pure menando bastonate da orbi; è gaudio da non potersi ridire quello di mandare la gente in galera col titolo di benefattori dell'umanità; alieni pertanto da squilibrarsi da levante e da ponente, messa l'anima a sedere su l'ago della bilancia della giustizia, aborrirono di assegnare a veruno accusato la libbra intera di pena richiesta dal fisco: — e poi, entrando nelle abitudini mercantili della più parte di loro, sottoporre a tara ogni fattura, scalarono moderatamente a tutti quattro, cinque, fino a sei anni di ergastolo; uno, per non parere, rimandarono assoluto: poi strepitosi e ridenti si rovesciarono giù per le scale, affrettandosi al pranzo. Taluno di loro, mentre passava, sorrise stupidamente ai condannati, pensando che avessero ad aver grata la sua sentenza come una fetta di panettone del Biffi; tal altro tornato a casa, e richiesto dalla casta moglie se avessero finito l'affare, rispose lepido: «anche questa è fatta, posso dire come quegli che mise in forno la moglie.» Insomma parve a tutti avere condotto a compimento tale una impresa, da aggiungersi in appendice ai Fasti consolari di Roma; e se non dissero come Orazio: exegi monumentum aere perennius, e' fu perchè non sapevano di latino; sapendolo, forse non se ne sarebbero contentati.

Intanto che Fabrizio si disponeva a sua volta lasciare il tribunale, venne a lui persona fidata per avvisarlo giù fuori della porta accalcarsi una folla di popolo, che alle voci e ai gesti non lasciava presagire nulla di buono; allora Fabrizio fieramente commosso domanda se dei giandarmi ne fosse rimasto qualcuno nel tribunale, e rispostogli di sì, li chiamava ordinando lo mettessero in mezzo e lo accompagnassero a casa. Appena comparso in pubblico, da mille bocche uscì, come se si fossero dati la intesa, un grido solo: «Ecco Giuda!» Egli finse non sentire, e forse non udì, tanto pareva trasognato; ma di un tratto ecco prorompere fuori dalla turba una donna con gli occhi stravolti, scarmigliati i capelli, le braccia ignude, ognuna delle quali ricinge un fanciullo a mezza vita, gli si inginocchia davanti e gli ruzzola tra le gambe le creature urlando:

— Giuda! Il sangue del loro padre ti sia dato a bere nell'ora dell'agonia.

E i bimbi, levando le manine, tenevano bordone alla desolata stridendo.

— Maledetto! Maledetto!

Fabrizio, atteggiandosi a fuggire, brontola con voce incavernata:

— Giù i coltelli! Liberatemi dai coltelli! E voi, che fate qui? Così i regi giandarmi adempiono i loro doveri?

Il maresciallo, punto sul vivo dal rimprovero non meritato: