— Siete cristiani?
— Comandi?
— Chiedo se credete in Gesù Cristo?
— Crediamo nello inferno, dove bruceremo eternamente se non reciteremo il rosario, e se quando vivevamo in servitù rubavamo anche una pannocchia di maiz al padrone; ma ora siamo liberi e potremmo rubare senza paura della casa del diavolo, ma padrone noi non abbiamo più.
— Ma mi sapreste dire come siete liberi?
— Chi lo sa! Prima i padroni si scannavano per tenerci a catena, e poi si sono scannati per mandarci liberi.
— Ma la differenza che trovate fra la libertà e la schiavitù me la sapreste dire?
— O non l'ho detta? Quando eravamo schiavi avevamo modo di rubare in questa vita ai padroni, e andavamo all'inferno nell'altra; ora che siamo liberi non possiamo più rubare ai padroni, e la fame ci ha aperto le porte del paradiso; e, se vuole, io ci ho notato un'altra differenza: con la schiavitù frusta quotidiana e pane tre volte la settimana, con la libertà, nè frusta nè pane.
— E figliuoli ne generaste?
Allora si rizzò su l'altra creatura, che Curio suppose essere femmina, la quale per abbaiare non ebbe mestieri come Ecuba essere trasformata in cagna, e prese a urlare: