— E dai, con questa benedetta uguaglianza! È qui, signori miei, che mi è cascato il ciuco; qui dove pigliarono equivoco ministri, missionari, preti, frati, filosofi, insomma tutti; gli è chiaro come l'acqua che Cristo ha predicato pei bianchi e non pei neri; e valga il vero. Vi basta l'animo di trovarmi un nero fra i dodici apostoli, o fra i settantadue discepoli? Tutti erano bianchi ai tempi di Cristo, fin Caifasso, fin Pilato, fin Giuda...
— O Melchiorre mago era bianco?
— Melchiorre?
— Si, Melchiorre.
— Melchiorre era un re, non era un uomo.
Filippo, che da parecchio tempo se ne stava ascoltando l'oratore, accanto all'asino, piano piano, non parendo fatto suo, aveva cavato di tasca un pezzo di esca e, accesala, la cacciò destramente, senza che veruno se ne accorgesse, nell'orecchio che più gli era vicino, al ciuco, il quale, sentendosi scottare, spara una coppia di calci mandando a capo fitto il predicatore, che piglia ad andare con le mani e coi piedi carpone per terra; ma l'asino, inseguendolo, gli pose le zampe anteriori su la groppa, sicchè parve volesse cavalcarlo; di qui un riso inestinguibile e nuvoli di polvere levati dal pestare dei piedi in terra, e urli, e un battere delle mani che andava alle stelle.
Fin qui commedia, ora incomincia la tragedia, perchè, si sa, i casi umani, onde sieno perfetti, hanno da presentare i caratteri della tragicommedia; invero il giumento, infellonito dal bruciore dentro l'orecchio, spicca un salto, e saltando tira un'altra coppia di calci, che spaccarono il cranio come una melanzana al predicatore della schiavitù: egli era paesano del Texas, e perciò aveva condotto seco moglie, due nuore e cinque figliuole e un cappellano; perchè si professasse cattolico, apostolico e per giunta romano; siccome in America non usano svenimenti, le donne misero il malcapitato nelle mani del cappellano e ripresero il cammino di casa loro conducendo seco l'asino. Gli astanti sparsero di terra l'erba insanguinata, e le cose ripresero l'aspetto di prima.
I due uomini che parevano i capi delle processioni, ristrettisi insieme a parlamento, in breve si trovarono d'accordo a continuare il broglio delle elezioni, remossa qualunque predica: impertanto posero sopra due ceste voltate sottosopra due corbelli zeppi di polizze celesti e rosse co' nomi dei due candidati alla presidenza della Contea; uno era, e l'ho già detto, Sandiford di Bastrop, abolizionista, l'altro Talaveyra y Musquito di Gonzales, impenitente per la schiavitù: a chi pigliava una polizza mescevano un bicchiere di liquore a scelta; spesso gli elettori, se inavvertiti tornavano a bere la seconda e la terza volta, comecchè taluni appartenessero alle confraternite della temperanza, se scoperti erano abbaiati e respinti; e allora, impronti più delle mosche cavalline, ostentando cruccio, si facevano a pigliare le polizze e a bere dall'altra parte.
— Ma a votare dove vanno? — domandò Curio a quello che pareva capo del partito abolizionista.
— A Columbus, gli fu risposto.