— Se mi ascolterà con pazienza, in quattro parole mi sbrigo. Vostra signoria sa come le azioni umane, eziandio quelle che paiono in vista maggiormente virtuose, sieno soppannate di vizi, ed è bazza quando non sono delitti: ai discreti deve bastare ch'esse accennino al buono e al meglio, e lo producano: non fa prova di senno chi si tribola a penetrare più oltre. La causa dell'abolizione della schiavitù in sè è ottima: tutto sta nell'esaminare se per voi altri ci si trovi il tornaconto, perchè, vedete, io non intendo discutere con voi se l'uomo deva promovere il bene morale anche a scapito del proprio danno materiale: pur troppo questa dottrina ebbe in ogni tempo tanti confessori in teoria, quanti pochi esecutori in pratica. Pertanto io giudico fuori di dubbio che la schiavitù, come nociva alle qualità morali dei tessiani, così pregiudichi smisuratamente i loro interessi. Potrei dirvi che la vostra causa, essendo andata perduta in onta alla possanza degli Stati meridionali, delle ricchezze profuse, degli sforzi estremi tentati per farla prevalere, si deve credere che Dio nella sua giustizia l'abbia condannata; ma lasciamo Dio nella sua beatitudine e non lo mescoliamo alle nostre miserie: — questo però vi sostengo; che il lavoro libero produce benefizi maggiori del lavoro forzato; tanto gli scrittori affermano e la esperienza ha provato.

— Lavoro libero! Ma vostra signoria parla del Texas, ovvero del mondo della luna?

— Parlo del Texas; e chiedo in grazia a vostra signoria di porre mente alle mie parole. Prima del 1820 sole seimila anime abitavano il Texas, disperse a Sant'Antonio di Bexar, ai forti Bahia e Santissimo Sacramento, e nel cantone di Nacodoches; poco dopo erano sessantamila divise in centodiciassette contee: città e villaggi sorgono dalla terra più presto e più fitti delle pannocchie del maiz; nel 48, senza contare gli indiani, che nessuno conterà mai, sommavano a ben quattrocentomila; adesso se non arriviamo a un milione, poco ci manca. Dunque, vede bene che le braccia non mancano; e noi possiamo lavorare con profitto pari alla sicurezza.

— Noi lavorare! Per avventura vostra signoria lavorerebbe? E giudica il lavoro manuale degno di un gentiluomo?

— Eh! tanto più lo giudico degno del gentiluomo, quanto ho stimato sempre l'ozio il distintivo del furfante.

Qui successe un po' di silenzio, imperciocchè cotesta sentenza avesse trafitto il tessiano più acuta della punta di un ago.

— Dunque noi zapperemo, noi correremo dietro al bestiame?

— E chi le dice questo? Noi possiamo avvantaggiarci della opera così dei bianchi come dei neri, scambiando il lavoro col danaro, e rimettendo in potestà dei medesimi l'andare o lo starsene.

— Dando ai neri siffatta facoltà, crede sul serio che ei rimarrebbero?

— È un fatto; io lo concessi, e tutti sono meco rimasti.