— Penso tornarmene al mio ranchero; tanto fino a domani l'altro, e sarebbe bazza, il battello non può essere restaurato; di cavalli non patiamo penuria; in cinque minuti ne trovo due per voi; qui presso pasce il mio, e se gli mando un fischio mi comparisce in men che non balena davanti: affrettandoci, fra due ore ci possiamo trovare a casa.

— Signore, dalle vostre parole ricaviamo come voi intendiate menarci a casa vostra; della cortesia gran mercè, ma noi, con vostra licenza, abbiamo deciso rimanerci qui, finchè l'Erebo non sia risarcito.

— Ed io non vi do nè devo darvi questa licenza; perchè voi non conoscete con che schiuma di ribaldi l'abbiate a fare. I nativi del paese e coloro che mi offesero sono tessiani puro sangue, vanno composti per un terzo di ferocia ereditata dai selvaggi cannibali, per un terzo d'ipocrisia infusa gratis dai preti nella loro anima, e finalmente per un terzo di rapina, istinto loro naturale educato da Cortez, da Pizzarro, e un po' anche dal generale Jackson, presidente della Unione. Guai a voi se anche una notte sola vi fermaste qui! Prima che tramonti il sole fate con seco gli ultimi convenevoli, perchè su in cielo voi non lo vedrete ricomparire mai più. Siccome questo non posso sopportare io, dunque meno parole e a cavallo.

Come il vecchio aveva già detto, il suo cavallo, chiamato dal fischio del padrone, in un attimo ricomparve; tutti gli arnesi aveva addosso, tranne briglia e morso, che avvolti assieme pendevano dal posolino della sella. Appena si ebbe palesato il bisogno, vennero offerti al vecchio colono parecchi cavalli; egli scelse quelli i quali giudicò più mansi; ma prima che gli amici salissero in sella li interrogò:

— Siete usi a tenervi bene in arcione?

— Andate franco; noi siamo da bosco e da riviera.

— Scusate! Non ho inteso pregiudicarvi; era debito mio avvertirvi, perchè questi cavalli, comecchè mi sieno sembrati a bastanza quieti, pure sono mustanghi, che si agguantano col laccio per servircene, e dopo serviti si rimandano al branco, se pure non giudichino di tornarci di proprio moto scaraventando il cavaliere in mezzo della strada. Basta, uomo avvisato è mezzo salvato.

Partirono i cavalli, senza stimolo presero a correre via come il vento; il loro cammino era in mezzo ad un mare di biade mature, dove altri cavalli passando avevano lasciato la traccia; imperciocchè l'aspetto della campagna troppo comparisse mutato da quello che fu; e dove un giorno s'incontravano macchie fitte, dentro le quali qualche albero intaccato serviva di guida, e per passarci bisognava abbassare il capo fin sul collo del cavallo, onde non investire nei rami degli alberi inestricabilmente avviticchiati, adesso la vista spaziava sopra una superficie senza confine: però il terreno coperto dalle paglie abbattute non si vedeva, sicchè se i cavalli non fossero stati provvisti di garetti di acciaio, avrebbero traboccato ad ogni momento a cagione dei solchi o di qualche fossa cieca. La furia della corsa appena permetteva ai cavalieri di respirare; in terra gli oggetti circostanti sparivano via come larve di morti allo spuntare del primo raggio del sole; in cielo le nuvole sembrava corressero a precipizio per rovesciarsi su i cavalieri. Dopo un lungo imperversare giunsero in parte dove comparve una via tracciata, non però massicciata; cavalli e cavalieri erano sfiniti e grondavano sudore, e procedendo a furia senza cautela si correva rischio di non potere più levare le gambe da coteste fitte.

Rallentato il passo, quieto alquanto l'ansare angoscioso, Curio favellò:

— Mio riverito amico, se al vostro paese così si chiama andare di trotto, mi garberebbe proprio sapere da voi che nome abbia andare a rotta di collo.