— Giacinto, Patricio, abbiate la compiacenza di condurre fin qua le nostre signore.

Curio e Filippo tenevano tesi gli sguardi sopra la porta donde erano scomparsi i due peoni, quando un ruggito formidabile li costrinse a voltarsi dal lato opposto, e videro da due postierle praticate nella parete sbucare fuori una pantera ed una orsa spaventevoli per mole e stupendamente belle. L'ospite avendole chiamate pei loro nomi, esse con segni manifesti di allegrezza si affrettarono a posargli il muso una su la coscia sinistra e l'altra su la destra; egli le brancicò, tirò loro le orecchie, i peli del muso, e con soddisfazione scambievole ricambiaronsi lezi e carezze; iterate tre volte e quattro le gentili accoglienze, l'ospite offerse all'orsa pannocchie di maiz abbrustolite, ch'ella parve gradire moltissimo, essendosi messa immediatamente a sgretolarle come se fossero cialdoni; alla pantera distribuì parecchie braciuole di montone, che ella accettò con gradimento punto minore.

Curio e Filippo sentirono loro malgrado pigliarsi da uno sgomento, che paura non si poteva dire, bensì un desiderio di mano in mano più intenso, che coteste belve se ne andassero pei fatti loro; ma l'ospite, dilettandosi dello imbarazzo dei nostri amici, vôlto ad essi con allegra faccia favellò:

— Signori, sembra che voi non siate usi a corteggiare dame, perchè a quest'ora voi non avreste mancato di offerire i vostri convenevoli a queste signore.

— Vi siete apposto alla prima: noi siamo vaghi di femmine come il cane delle mazze.

— Queste dame, quantunque non battezzate, sono use a rendere bene per male; quindi per insegnarvi carità e gentilezza verranno da voi a presentarvi i loro complimenti.

— Ci fareste grazia di avvisarle che oggi le dispensiamo; sarà per un'altra volta.

— Scortesi! Contessa, marchesa, consolatevi; chi non vi vuole, non vi merita; e poichè a trattenervi più oltre con questi villani la vostra dignità ci scapiterebbe, così v'invito a ritirarvi.

E preso un nerbo lo alzò per confermare le parole col cenno: le belve, capita la ragia, partirono brontolando; anzi l'orsa per vezzo ammiccò un pugno al padrone. Scomparse che furono, Curio non potè trattenersi dal domandare all'ospite:

— Ed ora, che capestreria è cotesta di tenervi con tanta domestichezza al fianco belve le quali in un estro di ferocia potrebbero sbranare voi o taluno della vostra famiglia?