— Non ci capisco un'acca, riprese Curio; o come va che emancipate i neri e poi comprate i bianchi?
Il vecchio sorridendo rispose:
— Io vi chiarisco in quattro parole. Messicani o tessiani, in questo somiglievoli agli antichi germani, di cui ci narra Tacito, che disperati al giuoco, dopo perduto beni mobili e immobili, armi, cane, cavallo e donna, buttavano su per posta la propria libertà. Il messicano e il tessiano, quantunque capaci di tendere insidie alla vostra vita, osservano religiosamente il contratto che li fa schiavi altrui: onde ciò avvenga, la sua ragione ci ha da essere; mi basta così, senza che io mi pigli la gatta a pelare di rinvenire la causa di queste perpetue contradizioni umane. Qualche volta avviene che il peone, sebbene disposto a servire fedelmente, si trovi per l'acerbezza del padrone alla porta della pazienza co' sassi: allora di due cose l'una; gli preme o non gli preme la vita; se non gli preme, fende il cuore al padrone, e poco dopo è impiccato anche lui; ovvero gli preme, e chiamato il padrone in disparte tale gli favella succinto:
— Consiglio vostra signoria a vendermi senza perdere tempo, perchè l'avviso che, tenendomi presso di lei, prima che domenica arrivi io avrei pensato di tagliarle la gola.
Allora il padrone non si tiene le mani a cintola, si dà moto dintorno per disfarsi del peone come di cavallo che abbia il tiro secco. Da questo in fuori non ci è verso che uomini bianchi vengano a servirvi per salario; non li emancipo perchè ho bisogno di loro, ed affrancandoli non si fermerebbero meco nè anche un minuto; ma da loro non esigo lavori servili, li tratto co' riguardi che meritano; hanno mensa e stanza separate dagli altri; da me solo dipendono; non diffido, ma neppure mi addormento in grembo a loro, e fin qui li ho riscontrati puntuali. Quanto a coraggio non preme parlarne; mangerebbero il fuoco. Oltre queste difese che vi ho detto, avremo di rinforzo due signore, le quali fanno grazia accorrere in mio soccorso quando le chiamo; confido che anche voi le avrete a commendare per buone e per belle; io non le baratterei con le Camille, le Pantesilee, le Marfise antiche, nè con la moderna nostra Scannagatta; è provato che scendono da nobile sangue, onde noi chiamiamo una contessa e l'altra marchesa; qualora io le trovi cortesi secondo il consueto, e come non dubito, mi procurerò l'onore di presentarvele.
Curio e Filippo si guardarono in faccia confusi, dubitando che il cervello dell'ospite avesse preso di un tratto la via dei campi, ovvero li uccellasse, e stavano in procinto di chiedergliene spiegazione, quando comparve su la soglia della camera un peone, il quale con molto sussiego avvisò:
— Le vostre signorie sono servite.
Scesero tutti nel tinello, con mirabile eleganza addobbato e imbandito; dopo assettatisi a mensa l'ospite domandò agli ospiti:
— Piacevi, signori, che inviti la marchesa e la contessa?
— O signore, che dite mai? Noi l'avremo per grazia.