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Curio, Filippo ed Eufrosina sono tornati al Texas, conducendo seco cinquanta e più giovani prestanti. Il signor Maurizio avendo mosso ad incontrarli, don Patricio e don Giacinto chiesero in grazia accompagnarli, e di leggieri venne loro concesso. Le accoglienze furono profondamente benevole, non chiassose; conformi alla indole dei nostri personaggi e al lutto che contristava l'anima loro. Trascorso tempo convenevole, si fecero le nozze fra Curio ed Eufrosina, la quale trovava curioso doversi ella obbligare davanti al magistrato a volere sempre bene al suo Curio; ci volle del buono e del bello a capacitarla come questo ordinasse la legge per accertare lo stato della prole nascitura. Maurizio benedisse le nozze, dicendo con molta gravità:

— Se presbiter significa vecchio, veruno negherà che io sia prete davvero. Vi benedico pertanto, però che io creda fermamente che la benedizione di un vecchio benevolo e onesto non abbia mai fatto male ad alcuno. Vi benedico in nome del Dio della natura, e vi auguro tutte quelle felicità che alle creature umane è dato godere, finchè sentono e ragionano.

Agli esuli furono assegnati terre, semi, arnesi e bestiame in buon dato; essi senza le diavolerie del comunismo si chiamano paghi della mezzaria come si pratica in Toscana, ampliata e corretta secondo che la esperienza venne e viene di anno in anno persuadendo.

Don Patricio e don Giacinto, pregati, si trattennero ancora per alquanti mesi, ma alfine, avendo più volte insistito per ottenere licenza, fu mestieri concederla: essi lodavano, anzi levavano a cielo quello che vedevano; ma l'indole loro, e forse più dell'indole, il costume, faceva sì che si sentissero in cotesta vita ordinata a loro agio come se sedessero sopra un pettine da lino: non adducevano, perchè l'ignoravano, se l'avessero saputa si sarebbero schermiti con la elegante terzina che si legge nella satira dell'Ariosto sul servire in Corte:

Mal può durare un usignolo in gabbia,

Più vi sta il cardellino e più il fanello,

La rondine in un dì vi muor di rabbia.

Per loro la vita randagia e le scorrerie; ora con le tasche piene di dobloni, ed ora senza nè manco un quattrino da far dire la diesilla al cieco; destinati a morire con le scarpe in piedi o per arme o per sanna di belve. E qui bisogna notare che il cervello loro gli aveva indicato una terza uscita, ed era il capestro, ma questo avevano per buoni riguardi sottinteso, che anch'essi avevano frequentato la scuola di grammatica, e di sintassi figurata se ne intendevano.

Il vecchio Maurizio esultava; i nuovi affetti gli avevano rinfrescato l'anima e il sangue, ond'ei sovente accarezzando la gioconda Eufrosina diceva: