[18.] Eragli cessata ogni speranza di vivere, da poi che, domandando del luogo in cui era, sentì che denominavasi Frigia, però che quivi appunto gli era stato predetto ch'egli dovrebbe morire Ammiano Marcellino, Stor., l. 25, § 4.

[19.] Oggimai non occorre storia la quale ometta riportare questo fatto, comecchè notoriamente falso. Ammiano Marcellino, che si trovò presente alla battaglia di Frigia, alla morte di Giuliano, ne tace; lo misero fuori Sozomeno, Teodoreto ed altri scrittori cristiani, dacchè la religione nostra, ormai scaduta dalla purità primiera, sentiva il bisogno, per sostenersi, della menzogna: gli è giusto ricordare che il gesuita Petavio, nella opera: De ratione temporum, T. 1, p. 149, lo dichiara espresso: fabula plebeia.

[20.] Ci erano due maniere porpora: una violacea, colore che piglia di sovente il mare in Oriente. Omero qualifica il mare purpureo. In mare purpureum violentior influit amnis. Virgilio, 4 Georg. Purpureis agitatam fluctibus Hellen. Properzio, l. 2. Eleg. 20. E così pure Cicerone più volte in Acad.

[21.] Anastasius, in Vita Zachariae.

[22.] Catollo — tozzo di pane; manca al vocabolario della lingua; l'adopra A. Caro, Volgarizzamento degli Amori di Dafne e Cloe.

[23.] Questo fatto è raccontato da tutti gli storici inglesi. Il Lingard afferma ciò accadesse sopra la spiaggia di Southampton; e attestano altresì che Canuto adoperasse in cotesto modo per pungere la piaggeria dei cortigiani, che assicuravano a lui ogni cosa possibile.

[24.] Quidni? Nonne solis astrorumque specula ubique conspiciam? Nonne dulcissimas veritates potero speculare ubique sub coelo? Epistola X, Amico Florentino.

[25.] Non ci mancava altro che questa! Tra gli altri privilegi, ecco che i romanzieri si usurpano la facoltà di spengere e di accendere gli occhi, come i lampionai costumano i becchi del gas. Non è così; rinnuovo lo avvertimento, che i casi esposti in questo libro sono tutti cavati dal vero, comecchè poi svolti con l'arte. Ora il fatto della perdita e del riacquisto della vista nella maniera narrata è conforme alla verità. Dubitando delle mie notizie in medicina, poche ed incomplete, feci consultare in proposito un professore che con lode universale si è consacrato allo studio speciale delle infermità degli occhi, che cortesemente rispose al quesito nel modo seguente:

«Un individuo nato cieco potrebbe acquistare la facoltà di vedere, e ciò istantaneamente, qualora la cecità fosse dovuta ad una cateratta, e questa o per convulsione, o per caduta, o per colpo e simili si lussasse e si spostasse. Potrebbe altresì darsi il caso che il nervo ottico, preso da un gran torpore alle sue origini cerebrali, acquistasse salute quando una violenta azione morale modificasse codesto centro nervoso.

«Devo avvertire però che di tutto questo non conosco esempi, anzi la seconda ipotesi è così lontana dal probabile che, se mi se ne offrisse uno esempio, vorrei procedere molto severo nel ricercare le prove di una vera e propria cecità antecedente al fatto asserito.